Taranto, otto indagati per la morte del gruista di Arcelor Mittal

Sono otto gli indagati per la morte di Cosimo Massaro, il gruista di Arcelor Mittal precipitato in mare nel porto di Taranto il 10 luglio scorso mentre era al lavoro su una gru che si è spezzata dopo essere stata investita da una tempesta. Tra gli indagati figura anche il datore di lavoro e gestore del siderurgico di Taranto di Arcelor Mittal, Stefan Michel Van Campe e altri dirigenti e responsabili di reparto dello stabilimento. Le ipotesi di reato sono di concorso in omicidio colposo e di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Agli indagati sono stati notificati avvisi di garanzia in relazione all’autopsia sul corpo del ragazzo che, dopo tre giorni di ricerche, è stato ritrovato dai sommozzatori a sei metri di profondità.

Intanto la procura di Taranto, che indaga sulla morte di Massaro, potrebbe aprire una ulteriore inchiesta sull’incidente che si è verificato oggi nel reparto Laf dell’ex Ilva, dove, secondo quanto denunciato dall’Usb, una pinza e un bozzello sono precipitati al suolo senza provocare feriti. La foto della pesante struttura è stata pubblicata sulla pagina personale Facebook del sindacalista dell’Usb Francesco Rizzo. «La fabbrica cade a pezzi – scrive il sindacalista -, ennesima tragedia sfiorata». La procura è in attesa della relazione sull’accaduto dei tecnici dello Spesal.