Ecomafie, il 45% dei reati ambientali commessi nel Mezzogiorno

C’è anche la Puglia tra le regioni del Mezzogiorno in cui, secondo il rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, sono stati commessi quasi la metà dei reati ambientali accertati nel 2018. Accanto alla Puglia, la Campania, la Calabria e la Sicilia. Lo scorso anno, si legge infatti nel rapporto presentato a Roma, nelle quattro regioni si è concentrato quasi il 45% delle infrazioni, pari a 12.597. Anche quest’anno la Campania domina la classifica regionale delle illegalità ambientali con 3.862 illeciti, seguita dalla Calabria con 3.240 reati ambientali, che registra comunque il numero più alto di arresti, 35, la Puglia con 2.854 illeciti e la Sicilia con 2.64. La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia, seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale. La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli, poi Roma, Bari, Palermo e Avellino. La Campania domina anche la classifica regionale delle illegalità nel ciclo del cemento con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria, alla Puglia con 730 illeciti, al Lazio e alla Sicilia. “Con questa edizione del rapporto Ecomafia e le sue storie di illegalità ambientale – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – vogliamo dare il nostro contributo, fondato come sempre sui numeri e una rigorosa analisi della realtà, per riequilibrare il dibattito politico nazionale troppo orientato sulla presunta emergenza migranti e far sì che in cima all’agenda politica del nostro Paese torni ad esserci anche il tema della lotta all’ecomafie e alle illegalità”.