Norman Atlantic, iniziata l’udienza preliminare: chiesto un nuovo sequestro della nave

A quasi cinque anni dal naufragio della Norman Atlantic, è cominciata nell’aula ‘bunker’ della sezione distaccata di Bitonto del Tribunale di Bari, l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio di 32 imputati accusati del naufragio, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, al largo delle coste albanesi. A causa di un incendio scoppiato a bordo, morirono 31 persone e rimasero feriti altri 64 passeggeri. In aula, le parti civili hanno chiesto anche che il relitto venga nuovamente sequestrato. Alla richiesta si è associata la Procura, ritenendo necessario averlo a disposizione “per eventuali ulteriori accertamenti a bordo e per maggiori garanzie nel dibattimento”. Il traghetto, sequestrato dalla Procura di Bari subito dopo il naufragio, è ormeggiato nel porto del capoluogo pugliese dal febbraio 2015 ed è stato dissequestrato nei giorni scorsi. Nella prossima udienza del 21 maggio il giudice deciderà se ammettere le circa cento parti civili e si pronuncerà sulla nuova richiesta di sequestro. “Questo è il peggior disastro marittimo dopo la Moby Prince e la Concordia. È stata ricostruita una parte della verità ma con molte zone d’ombra. Le spinte per non farci fare il processo ci sono”. È il commento dell’avvocato Massimiliano Gabrielli, che rappresenta 35 passeggeri greci e albanesi che hanno chiesto di costituirsi parte civile. “Sono passati quattro anni dal naufragio e a distanza di quasi un anno e mezzo dalla fine dell’incidente probatorio, la nave è rimasta sequestrata come doveva, come è stato per la Concordia che è rimasta sequestrata dentro il mare fino alla fine degli accertamenti” ma poi, dice il legale – “è stato disposto incredibilmente il dissequestro a una settimana dall’inizio del processo penale, la nave adesso sarà portata via e rottamata, fatta sparire velocemente impedendo ogni ulteriore accertamento”.