Caso Stano. Interrogati gli indagati, la difesa: “Dispiaciuti e provati”

“Siamo dispiaciuti”. Questo hanno detto in fase di interrogatorio gli otto indagati per la morte di Antonio Stano, 65enne di Manduria con disabilità, deceduto il 23 aprile dopo quindici giorni di ospedale, tre interventi e la lunga serie di aggressioni da parte di un gruppo di giovani, per lo più minorenni. E’ emerso che delle aggressioni filmate sapevano in molti, tra cui la fidanzata 16enne di uno dei ragazzi (la cui testimonianza è agli atti) i genitori e la professoressa di un altro componente del gruppo e lo zio di un terzo ragazzo.

Il 22enne, il più grande del gruppo, che non fa parte della cosiddetta “comitiva degli orfanelli” (nome della chat whatsapp attraverso cui si scambiavano i video) ha ammesso di aver partecipato ad una sola incursione nell’abitazione del pensionato, documentata anche da uno dei filmati acquisiti dagli inquirenti e nei quali i giovani si sono riconosciuti. Ha respinto però l’accusa di aver avuto un ruolo attivo nelle aggressioni. Così anche uno dei minori.

I maggiorenni sono stati sentiti dal gip del Tribunale ordinario Rita Romano. I minori, dal gip del Tribunale per i minorenni, Paola Morelli. Tutti hanno risposto alle domande e, secondo i difensori, sono apparsi “molto provati”. Ai giudici spetta ora il compito di decidere se convalidare o meno i fermi. (fin qui, fonte Ansa)

Chiarisce la sua posizione, intanto, il Comune di Manduria, rispondendo alla stampa che ha dato notizie secondo le quali l’ente sapeva: “L’Ufficio dei Servizi sociali né la Commissione straordinaria hanno mai ricevuto segnalazioni riguardo Antonio Stano e ai fatti che lo hanno riguardato. Soltanto dopo il ricovero è giunta una telefonata da parte di una docente dell’istituto Einaudi di Manduria, con la quale il Servizio sociale veniva informato” dei fatti e del video mostrato alla professoressa; “l’assistente sociale, raccolta l’informativa e tenuto conto che la stessa era riferita a un minore già in carico ai servizi, ha provveduto a convocare il medesimo ed i suoi genitori, relazionando in data 18 aprile al Tribunale per i minorenni di Taranto per gli eventuali provvedimenti di propria competenza”.

Slitta infine all’8 maggio la Marcia per la civiltà, organizzata dalla Proloco, il cui presidente Domenico Sammarco ha scritto al procuratore minorile Pina Montanaro: Manduria, città che accoglie, e non esempio di sud omertoso.