Bari, sequestrata da mamma e zie perchè voleva separarsi

Sembra di essere tornati indietro di qualche decennio, quando le donne sposate non avevano alcuna possibilità di separarsi dal proprio marito, qualunque cosa accadesse tra le mura domestiche, per una questione di onore, di reputazione, di immagine. Eppure, di acqua sotto i ponti ne è passata e le rivoluzioni femministe degli anni scorsi hanno modificato profondamente il tessuto sociale e soprattutto la vita di molte donne. Non quella di una giovane vittima del barese, sequestrata dalla propria mamma e dalle zie, che l’avrebbero persino picchiata, costringendola a non lasciare il marito e sottraendole i documenti, le chiavi dell’auto e gli oggetti personali. La donna, però, approfittando di un momento di distrazione, è riuscita a fuggire in strada, richiamando l’attenzione di alcuni passanti, che l’avrebbero aiutata a raggiungere il commissariato di Polizia, nel quartiere Carrassi del capoluogo pugliese. Qui, la donna avrebbe riferito agli agenti diversi episodi di violenza, come quello avvenuto a marzo scorso, quando la mamma, arrabbiata per la decisione di separarsi dal marito, l’avrebbe picchiata fino a procurarle la distorisione delle dita della mano sinistra; in altre occasioni, la mamma le avrebbe sequestrato il cellulare per una settimana, l’avrebbe anche schiaffeggiata in più di un’occasione, minacciandola anche di sottrarle i figli minorenni. Mentre la donna era in commissariato, è giunta anche la mamma, per riprendersi la figlia. Quando i poliziotti le hanno intimato di riconsegnare alla figlia i suoi documenti e gli oggetti personali, la donna si sarebbe opposta, costringendo gli agenti a perquisirla, non senza difficoltà. E’ stata quindi arrestata per il reato di violenza aggravata e continuata. Il giudice, in sede di convalida, ha anche disposto nei confronti dell’arrestata la misura del divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla figlia. Ora al vaglio degli inquirenti la posizione delle zie, del marito e le condizioni psicologiche dei figli minorenni della coppia.