San Severo, in 14 colpiti da misure cautelare per traffico di droga

Gli arresti dopo l’omicidio di sabato. Salvini: “Ruspa anche sugli spacciatori”

A San Severo 11 arresti e tre obblighi di firma per spaccio di droga collegato all’omicidio di Michele Russi sabato scorso.

Quattordici misure cautelari per altrettanti pregiudicati per spaccio di droga ma non solo. L’operazione condotta dagli agenti della Polizia di Stato nelle prime ore di questa mattina nel foggiano sarebbe collegata all’omicidio di Michele Russi, il pluripregiudicato ucciso. “Oggi non abbiamo arrestato dei semplici pusher. Oggi abbiamo arrestato dei veri e propri spacciatori di morte”, secondo il questore di Foggia, Mario della Cioppa. Dieci sono le persone ora in carcere, uno ai domiciliari; gli altri tre hanno l’obbligo di firma. Le indagini della polizia di Stato hanno riguardato il periodo compreso tra marzo 2017 e febbraio 2018.

Tutto è nato – è stato spiegato – a seguito di una perquisizione effettuata a casa di uno degli indagati, Roberto Guidi, chiamato “Robin Hood”, da qui il nome all’operazione. Investigazioni che hanno permesso di accertare numerosissimi episodi di spaccio di droga: hashish, marijuana, cocaina ed eroina. Secondo gli inquirenti, gli indagati sono tutte persone ritenute vicine alla criminalità sanseverese, in particolar modo al gruppo facente capo a Franco Nardino e ai noti esponenti Nicola Salvatore e Michele Russi, entrambi uccisi: il primo a maggio 2017 e il secondo sabato scorso. Criptico il linguaggio utilizzato dai pusher. La marijuana, ad esempio era definita “cicoria”. Fondamentale nell’attività di spaccio anche il ruolo delle donne anche avevano il compito di avvisare i mariti in caso di controlli da parte della polizia, utilizzando sempre un linguaggio in codice: “vieni a spostare la legna”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini coglie la palla al balzo su Twitter: “Avanti con la pulizia, ruspa per mafiosi e spacciatori! La giornata comincia bene, in attesa del via libera definitivo al mio Decreto!”.