La Procura di Bari ha disposto ulteriori accertamenti sulla morte del bimbo di 2 anni sul volo Beirut-Roma

La salma del bimbo di 2 anni (non una bambina ma un maschietto, come si era appreso in un primo momento e come viene ora confermato da diverse fonti libanese) deceduto a bordo del volo Alitalia Beirut-Roma e atterrato per l’emergenza a Bari, si trova attualmente nell’istituto di medicina legale del Policlinico in attesa che la magistratura decida se disporre l’autopsia. Il pm di turno, Marcello Barbanente, ha disposto i primi accertamenti necessari per valutare se aprire un’inchiesta, delegandoli alla Polizia di frontiera aeroportuale. Il piccolo era affetto da una grave patologia ai reni ed era in viaggio verso la capitale per ricevere cure adeguate. L’emergenza medica a bordo è stata segnalata alle 6.33 e il volo è atterrato d’urgenza a Bari alle 6.47. Anche fonti dell’Enac, sulla base di informazioni ricevute dalla Polizia, confermano che il decesso del bimbo è avvenuto a bordo. Tuttavia, una volta sbarcato, il personale del 118 ha proseguito a terra, all’interno di un’ambulanza, le operazioni per tentare di rianimare il piccolo. L’aereo è ora parcheggiato in uno stand remoto dell’aeroporto di Bari, in attesa di ripartire per Roma con tutti i passeggeri. Come previsto dal Codice della navigazione aerea, il comandante – oltre ad essere ascoltato dall’autorità giudiziaria competente qualora ve ne fosse la necessità – dovrà rendere dichiarazioni al direttore territoriale dell’Enac, Antonio Lattarulo, che sta seguendo la vicenda. L’equipaggio, alcuni passeggeri e altre persone intervenute per prestare i primi soccorsi sono stati sentiti come persone informate sui fatti dagli investigatori delegati dalla Procura di Bari di svolgere i primi accertamenti sul decesso. La Polizia di frontiera aeroportuale, coordinata dal pm Marcello Quercia, ha raccolto testimonianze, fatto fotografie sul velivolo a bordo del quale viaggiava il piccolo paziente con i genitori e acquisito la documentazione sanitaria. Si tratta, si apprende da fonti giudiziarie, di verifiche preliminari necessarie a valutare l’eventuale apertura di un fascicolo d’indagine. Alitalia, intanto, fa sapere in una nota, che a bordo dei propri velivoli è sempre presente un defibrillatore, ma solo per i voli intercontinentali verso gli Usa e che tutto il personale di cabina è addestrato per le attività di primo soccorso. La compagnia, stando a quanto si è appreso, nonostante la normativa non lo preveda, ha dotato di defibrillatore tutti i voli a lungo raggio. Il personale di bordo anche in questo caso ha seguito un corso di preparazione al soccorso. Per quanto riguarda invece le tratte brevi o medie, è previsto che in caso di emergenze mediche, il velivolo possa atterrare nell’aeroporto più vicino.