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Decennale operaio morto alla Siderpotenza: “Si eviti prescrizione, presto secondo grado di giudizio”

  • La commemorazione nel 2017

    “Il nostro timore è che si arrivi alla prescrizione e tutto finisca così”. E’ quanto ribadito da parenti, amici e colleghi di Giuseppe Santoro, l’operaio potentino coinvolto in un incidente ferroviario, l’8 agosto del 2008, all’interno dello stabilimento “Siderpotenza” nel capoluogo lucano. Nel decennale di quel tragico evento, un nuovo sit-in dinanzi i cancelli del presidio siderurgico più importante del territorio ha voluto riaccendere i fari su quanto accaduto: Giuseppe fu investito mentre era intento a lavorare nel piazzale e dopo alcuni giorni, il 13 agosto, perse la vita nello sconcerto generale.

    Nel marzo 2016, lo ricordiamo, il Tribunale di Potenza condannò in primo grado a quattro anni di reclusione il macchinista del convoglio, accusato di omicidio colposo e disastro ferroviario. Assolte, invece, altre sette persone imputate nello stesso procedimento.

    Al minuto di silenzio, presenti i sindacati di categoria e le rsu, tra gli altri, Domenico Sileo. Unanime la richiesta alla magistratura ed altre parti interessate di accelerare verso il secondo grado di giudizio. A ribadirlo con forza è stata la sorella di Giuseppe, Carmela Lovallo. Monito per chiedere giustizia su uno dei casi  di morti bianche più importanti della storia recente della città.

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