Omicidio Lauria a Salandra, s’indaga sul caso. Interrogate 4 persone

Un risveglio amaro, pieno di interrogativi e sgomento per la comunità salandrese stamani dopo che ieri pomeriggio il comune in provincia di Matera è stato teatro di una tremenda tragedia; l’omicidio di Vincenzo Lauria, 34 anni allevatore e pastore della zona, freddato da un colpo di arma da fuoco alla testa, è destinato a far parlare di sé ancora per qualche tempo, visto che di fatti di cronaca di tale violenza nel territorio non se ne ricordano almeno a memoria dei cittadini. L’agguato, intorno alle ore 17 e 30 in Contrada Varre sulla collina di Montagnola, frazione a pochi chilometri dal paese e luogo di residenza di Vincenzo Lauria, nel momento in cui l’uomo pare stesse facendo ritorno a casa con il suo gregge. La tesi più accreditata fino ad ora è quella di un litigio tra proprietari della zona. La vittima avrebbe litigato con un’altra persona per motivi legati ai confini fra due proprieta’: ad un certo punto, uno dei due ha sparato, colpendo l’uomo alla testa e uccidendolo all’istante. A chiamare i Carabinieri il fratello gemello della vittima che era in fondo al gregge – il quale – ci riferiscono i Carabinieri di Tricarico – era ad una distanza tale che gli avrebbe consentito si, di sentire il botto ma non di vedere materialmente chi abbia premuto il grilletto fatale contro il fratello posizionato, invece, dinanzi al gregge. Inutile l’intervento dei sanitari del 118 che hanno potuto soltanto constatare l’avvenuto decesso. Vincenzo Lauria non risulterebbe avere precedenti. Sull’omicidio indagano i carabinieri della Compagnia di Tricarico. Sul posto, fino a tarda notte, il reparto del Nucleo investigativo per comprendere che tipo di calibro abbia ucciso Lauria, cosa che per il momento non è stato possibile dedurre con l’esame cadaverico esterno e motivo per cui si dovrà attendere l’autopsia. Per il momento sono state ascoltate diverse persone nel giro delle conoscenze della vittima ed è stato effettuato un altro sopralluogo in mattinata, sul luogo del crimine, al fine di una ricostruzione della vicenda e per capire chi potesse avere risentimenti nei confronti della vittima o dei due fratelli. Il fascicolo è incarico al magistrato, la dottoressa Christina De Tommasi.