Il sindaco di Paterno (PZ) accusato di concussione verso una cooperativa di accoglienza

Con l’accusa di concussione ai danni del rappresentante legale di una cooperativa che gestisce una struttura di accoglienza di minorenni non accompagnati, “utilizzata quale bacino di scambio di favori e promesse clientelari”, il gip di Potenza ha emesso un’ordinanza di divieto di dimora nei confronti del sindaco di Paterno (Potenza), Michele Grieco, di 64 anni.

Il provvedimento è stato eseguito oggi al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo lucano e condotte dai Carabinieri di Marsico Nuovo (Potenza) e dell’Ispettorato del Lavoro.

In particolare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sindaco – in concorso con un assessore comunale, che risulta indagato – ha obbligato il rappresentante legale della cooperativa Iskra “a gestire il personale impiegato presso la struttura di accoglienza (denominata ‘Casa dei Colori’) – è spiegato in un comunicato diffuso dalla Procura potentina – in maniera sostanzialmente confacente alla sua volontà”.

Grieco ha indicato i nomi delle persone “da assumere o da escludere e il monte ore da assegnare ai lavoratori”, con il “fine ultimo di ampliare il proprio consenso elettorale”.

Le indagini sono cominciate nel marzo del 2016 dopo un controllo fatto dal Nucleo ispettivo del lavoro, a cui è seguita anche una denuncia del rappresentante legale della cooperativa, il quale ha registrato con il proprio telefono cellulare alcuni colloqui con il sindaco.

Grieco ha fatto “leva sul proprio potere di autorizzare – è specificato nella nota – l’ampliamento della ricettività della struttura (necessitato, peraltro, dalla nota emergenza migranti), facendo evidente ostruzionismo alla concessione della stessa, fino a quando” il rappresentante legale “non gli ha garantito di aver soddisfatto le proprie indebite pretese, anche a discapito della necessità di assumere personale specializzato”. (ANSA)