Ambiente. Sotto sequestro 52 impianti di depurazione nel potentino

La Procura di Potenza conferma le sue attenzioni al tema ambientale. Su provvedimento del Gip e indagini, ancora in fase di sviluppo, condotte dall’ex Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, divenuto Regione Carabinieri Forestale Basilicata, sono stati sequestrati 52 impianti di depurazione sul territorio in gestione, per la maggior sin dal 2008, ad Acquedotto Lucano s.p.a., deputato al servizio idrico integrato e che aveva subappaltato il servizio tecnico. Otto persone riconducibili ai vertici dell’azienda sono indagati con l’accusa di omissione reiterata e sistematica di atti d’ufficio.

Dallo scorso ottobre, a seguito della richiesta da parte della Provincia potentina, infatti, non sarebbero state prodotte le autorizzazioni necessarie per legge. In alcuni casi, riscontrate attività di campionamento dell’ARPAB, svolte negli ultimi anni, con superamento dei valori limite di elementi pericolosi. Escluso, inoltre, il pericolo per l’acqua potabile, trattandosi delle acque di scarico.

“La responsabilità non è dei comuni – ha specificato il Procuratore della Repubblica, Gay – e nei prossimi tre mesi sarà lo stesso Acquedotto Lucano a doversi mettere in regola.”