Inchiesta petrolio in Basilicata. Al via udienza preliminare, subito rinviata al 24 novembre

Prima udienza interlocutoria e rinvio al 24 novembre per il maxi processo sul petrolio lucano iniziato al Tribunale di Potenza. Sono imputate 59 persone e dieci società, tra le quali figura la multinazionale Eni, con reati a vario titolo che vanno dal traffico illecito di rifiuti al peculato, corruzione e concussione.

Associazioni in presidio all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Potenza

Associazioni in presidio all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Potenza

Dopo il clamore e la sfilata di persone dei mesi scorsi, l’Aula Pagano ha visto presenti legali e parti offese, circa un centinaio tra associazioni, privati cittadini ed enti locali costituite in parte civile. Spiccano la Regione Basilicata, Provincia di Potenza e comuni coinvolti, tra i quali figura la capitale dell’industria petrolifera su terraferma Viggiano. Il rinvio è stato motivato dall’incompatibilità del Gup Larocca, all’epoca delle indagini preliminari con il ruolo di Gip.
L’inchiesta, ricordiamo, coordinata dai PM Triassi e Basentini, prese avvio lo scorso marzo su due filoni, poi riuniti in un solo fascicolo: smaltimento di rifiuti illeciti al centro Oli Val d’Agri e corruzione nella realizzazione del Centro Oli Tempa Rossa della Total – dove emerse anche il “quartierino” di Gemelli, imprenditore siciliano ed ex compagno dell’allora ministro allo Sviluppo Economico, Guidi, la cui competenza territoriale è andata a Roma.
Tra le sei misure ai domiciliari, poi convertite in divieto di dimora: cinque a dipendenti ENI e all’ex sindaco di Corleto Perticara, Vicino. Il suo legale non ha voluto sbottonarsi sulla linea difensiva ma ha previsto un lungo iter processuale. All’esterno, sit in delle associazioni ambientaliste, fiduciose e in attesa di conoscere gli sviluppi nelle prossime settimane.