
Il plico, individuato come sospetto e passato al radiogeno, aveva l’indirizzo scritto con un normografo ed era destinato – secondo quanto si è appreso inizialmente – ad un’azienda pugliese impiegata nei lavori per i Cie. Sono intervenuti gli artificieri, la Polizia postale e la Digos: sono in corso accertamenti sulla potenzialità del congegno.
A quanto ha successivamente riportato ANSA l’indirizzo della lettera, scritto con un normografo, indicherebbe come destinatario la redazione romana di Repubblica. All’interno, un testo con riferimenti alla ripresa della campagna contro i centri di identificazione ed espulsione.
A maggio 2015, sempre al Cmp bolognese, erano state sequestrate due buste incendiarie indirizzate a imprese torinesi, anch’esse impegnate nei centri per identificazione ed espulsione.