Mulino Alvino. Pedicini (PDL-FI) Adduce si deve dimettere

“Amministrazione fatta di incapaci e prepotenti, deve assumersi interamente ogni responsabilità e dimettersi”

Screenshot 2014-04-24 11.01.40MATERA – “La sentenza del Tar sul Mulino Alvino è significativa della confusione che da oltre quattro anni questa città vive in termini di adozione, chiarezza e legittimità di scelte urbanistiche; questo è il risultato di una limpida situazione nella quale questa maggioranza litigiosa non riesce a trovare accordi su questioni fondamentali per la gestione della città. Le contestazioni sono all’interno della componente del sindaco, i suoi maggiori oppositori li trova proprio nel suo partito”.

E’ quanto dichiara in una nota il capogruppo PDL-FI in consiglio comunale Adriano Pedicini. “Tutto ciò ha avuto inizio da subito, sin da quando il piano casa nel 2010 fu approvato grazie a 5 consiglieri di minoranza ed i provvedimenti adottati in solitaria da dirigenti ‘indirizzati’ sono l’evidenza di un governo cittadino che al suo interno non ha mai trovato condivisioni”.

Pedicini, specifica che il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale sulle pianificazioni urbanistiche cittadine non è questione amministrativa ma “squisitamente politica”.

L’accaduto infatti (con l’accoglimento da parte del TAR del ricorso presentato da alcuni cittadini residenti in via Dante che ha di fatto dato torto all’impresa Cogem e al Comune di Matera NdR) “ha una rilevanza che individua un solo ed unico responsabile; questa amministrazione, impegnata in battaglie dell’uno contro l’altro, senza alcun interesse per il bene comune, fatta di incapaci e prepotenti, deve assumersi interamente ogni responsabilità e dimettersi”.

La richiesta di dimissioni infatti nasce, secondo il capogruppo del patito di minoranza dal pieno riconoscimento delle scelte fatte dal sindaco Adduce, dal suo ex capo di gabinetto (l’attuale consigliere regionale Roberto Cifarelli Ndr) e dalla maggioranza dei consiglieri che lo sostiene.

“Il PD” conclude Pedicini “ha la responsabilità politica di aver condotto questa città non solo verso lo sfacelo urbanistico ma soprattutto verso la catastrofe economica, prodotta dalle scelte fatte e dalle contese di palazzo, per aver alimentato il sospetto del favorire taluni”.

“Forti dubbi si addensano all’orizzonte sulla legittimità della totalità dei permessi a costruire rilasciati con analoghe modalità. Forse cinquanta le opere potenzialmente prive di regolarità urbanistica ed edilizia; in poche parole ‘opere abusive'”.