Vico Piave, sopralluogo di tecnici e periti: protestano i residenti

Sopralluoghi in Vico PiaveMATERA – Al termine di un nuovo sopralluogo effettuato stamani, in vico Piave, sul luogo del crollo di una palazzina, che lo scorso 11 gennaio causò la morte di una donna e il ferimento di altre due persone, i periti della Procura della Repubblica di Matera hanno comunicato ai periti e ai difensori incaricati dagli indagati e dalle parti civili che il prossimo 17 febbraio, al Comando provinciale di Matera, presenteranno il progetto per la definitiva messa in sicurezza della zona, a cui potranno seguire le prove irripetibili.

Stamani, caschetto di sicurezza in testa, i periti della Procura – gli ingegneri Michele Colella e Michelangelo Laterza – le parti civili, gli avvocati difensori, i Vigili del fuoco, insieme a tecnici del Comune e Carabinieri, hanno effettuato il sopralluogo, durato circa un’ora e mezza, e nel corso del quale sono state scattate anche foto.

Intanto, da ieri sera, in vico Piave, è stato esposto anche uno striscione di protesta delle famiglie sgomberate – circa una cinquantina, tra quelle che abitavano nell’edificio crollato e quelle degli stabili attigui – che chiedono di poter far rientro nelle proprie abitazioni. Resta ancora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Madonna delle Grazie Nicola Oreste, l’ingegnere estratto vivo a 12 ore dal crollo.

Nello stesso nosocomio è sotto osservazione anche una donna rimasta ferita in maniera meno grave. Oreste è uno dei 12 indagati, a vario titolo, per disastro, omicidio e lesioni colposi, nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera.

Michele Cifarelli, che per TRM h24 ha già seguito la protesta di ieri sera, questa mattina ha intervistato alcuni degli avvocati e dei consulenti di parte.