Stalking a Matera, soluzione inattesa per il caso delle lettere minatorie alla sorella di Anna Rosa Fontana

Fontana StalkingMATERA – E’ una soluzione improvvisa quanto inaspettata quella cui sono giunti, alle prime ore di questa mattina, a Matera, gli agenti della prima sezione della Squadra Mobile della Questura, Criminalità organizzata, diretta dal sostituto commissario Santoro, relativamente al caso delle nove lettere minatorie giunte, nel corso degli ultimi mesi, alla presidente dell’A.mat.as, l’Associazione materana antistalking, nata a seguito del terribile omicidio di Anna Rosa Fontana, per mano del suo ex-convivente, che scosse la città il 7 dicembre del 2010.

A spedire queste missive, contenenti minacce mirate a scoraggiare la presidente del sodalizio dalla sua attività sociale di contrasto alla violenza sulle donne e di affiancamento delle vittime, che aveva ottenuto l’appoggio istituzionale anche del questore e del prefetto di Matera, nonché del vice-ministro per l’Interno, Bubbico, oltre che una ribalta mediatica anche nazionale non indifferente, era la stessa donna.

A questa conclusione, illustrata nel dettaglio in una conferenza stampa svoltasi questa mattina in Questura, a Matera, coordinata dalla portavoce, Fasano, e dal dirigente della Mobile, Fucarino, gli agenti sono giunti dopo circa 3 mesi di indagini partite proprio su sollecitazione della presidente dell’associazione, che puntualmente consegnava nelle mani della Polizia, e poi della stampa, le lettere, ricavate con caratteri ritagliati dai quotidiani, inducendo addirittura il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica a commissionare azioni di vigilanza ad-hoc verso di lei.

Essendo passate di mano in mano, però, ai fini investigativi le lettere, recapitate non tramite posta ma direttamente nella buca del domicilio, erano inservibili. Anche quando hanno chiesto alla donna di non toccarle all’atto del ricevimento, i poliziotti non hanno trovato impronte, segno evidente che l’autore delle stesse utilizzava, con molta cura, un guanto in lattice e una risma vergine di carta. E’ stato allora che fingendosi operai dell’Enel, gli agenti hanno deciso di installare delle radiocamere nascoste nei pressi della cassetta postale che, dopo la cattura delle immagini da parte della Polizia scientifica di Bari e Matera, sabato scorso hanno permesso di appurare che a minacciare la presidente dell’A.mat.as. era la stessa presidente dell’A.mat.as.

E questa mattina, durante una perquisizione domiciliare, nella sua stanza da letto sono stati ritrovati fogli di giornale già ritagliati, forbici, colla, guanti e risma di carta e la donna, che ha ricevuto un avviso di garanzia per calunnia continuata e aggravata a carico di ignoti, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Un cerchio che si è chiuso in modo semplice ma con delle indagini decisamente difficili.