Criminalità. Nel 2012 la Provincia di Matera è la più “tranquilla” d’Italia. Non male anche Potenza.

scippatore scassinatorePOTENZA – Per numero di reati denunciati la provincia di Matera occupa l’ultima posizione della classifica, pubblicata dal quotidiano economico nazionale sulla elaborazione dei dati forniti dal Ministero dell’Interno.

La provincia di Potenza occupa il posto 98 in classifica, quella di Matera è al 106esimo.

Il totale dei reati denunciati nel 2012 nella provincia Materana è pari a 4.518 (2.260 ogni centomila abitanti), con una variazione percentuale in diminuzione del 4,12 fra il 2011 e lo scorso anno.

Rossella Casadeo spiega su “il Sole” che “Matera, Oristano, Belluno restano le più serene sul fronte della sicurezza (sebbene le ultime due con un peggioramento da non sottovalutare)”.

In classifica, la provincia di Potenza è al 98/o posto: con 10.478 reati denunciati nel 2012 (2.788 ogni centomila abitanti), con un aumento secco del 6,84 per cento.

Nelle classifiche per “tipologie di reato” – nella parte riservate alle “più tranquille” – la provincia di Matera è presente in quelle relative ai furti in abitazione (terzo posto con 151 casi ogni centomila abitanti, in aumento del tre per cento); ai furti con destrezza (decimo posto con 29 casi ogni centomila abitanti: il calo è stato del 14 per cento); alle truffe e frodi informatiche (quinto posto con 101 casi ogni centomila abitanti, in aumento del 12 per cento); alle rapine (sesto posto con 13 casi, in aumento addirittura del 92 per cento).

La provincia di Potenza è fra “le più tranquille” nella classifica relativa ai furti in abitazione (quinto posto, con 160 casi ogni centomila abitanti, in calo del due per cento) e in quella relativa alle rapine (nono posto con 14 casi ma un aumento del 73 per cento).

Né la provincia di Potenza né quella di Matera sono nella classifica delle dieci province “più tranquille” nei settori dei furti di automobili e degli scippi. Occorre però aggiungere che nel 2013 questi dati sono probabilmente destinati a variare, dato l’alto numero di casi di cronaca che si sono registrati in entrambe le province dove a farne le spese sono, in maniera sempre crescente, le donne, vittime di violenza.