Truffatori napoletani in trasferta nel Materano

Alcuni particolari per riconoscere banconote false

Alcuni particolari per riconoscere banconote false

MATERA – E’ finita male la trasferta di tre Campani, in Basilicata per una giornata intera da trascorrere spendendo denaro falso. Ieri, infatti, i Carabinieri della Stazione di Grassano, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo di Tricarico hanno proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di Bruno De Luca ed Alba Solla, entrambi napoletani e rispettivamente di 44 e 47 anni, e di Stefania Piras, cagliaritana ma domiciliata a Napoli, di 34 anni, moglie in attesa di De Luca, tutti con precedenti specifici per reati contro il patrimonio ed anche di traffico internazionale di stupefacenti, con l’accusa, in questo caso, di associazione per delinquere finalizzata alla spendita di monete false ed alla ricettazione. I tre lavoravano esclusivamente con banconote con taglio da 100 euro, tra l’altro abilmente falsificate, difficilmente distinguibili anche dalle apposite apparecchiature presenti in molti esercizi commerciali. A fare spese erano soprattutto le due donne, capaci di acquistare merci tra le più svariate; l’uomo, invece, le attendeva spesso in macchina, a motore acceso e con la marcia innestata, per far perdere immediatamente le tracce della banda. Così lo hanno trovato i Militari in borghese, intorno alle 20:15 di sabato, fuori da un esercizio commerciale di Grassano dal quale dopo poco sono uscite la Solla e la Piras, reduci dall’ennesima spendita di banconote false. In quel momento, però, tutti sono stati fermati e trasferiti in caserma. A segnalare il flusso di spesa delle donne al 112 era stato il cassiere di un mini-market del paese materano resosi conto del denaro contraffatto, al punto da indurle alla fuga. Nel corso di perquisizioni successive nella Fiat Bravo di De Luca, i Carabinieri hanno rinvenuto merce pari a 2000 euro, oltre che 1300 euro in contanti ed un altro migliaio in biglietti falsi. Gli scontrini presenti nei sacchetti della spesa, poi, hanno permesso ai Carabinieri, in contatto anche con gli altri comandi interessati, di chiudere il cerchio: dal mattino i tre si erano fermati a spendere ad Albano di Lucania, a Campomaggiore, a Grassano, a Pomarico, a Ferrandina e di nuovo a Grassano, dove sono poi scattate le manette. Ora occorre tentare di risalire alla provenienza delle banconote. Queste indagini saranno coordinate dal PM Valeria Farina Valaori. Dai Carabinieri, intanto, giunge l’invito a segnalare qualunque episodio di pagamento o scambio con banconote contraffatte o presunte tali. Una regola certa per comprendere se non sono false è verificare che il valore nominale presente in trasparenza sulla parte in alto a sinistra di ogni biglietto, combaci perfettamente tra una facciata e l’altra.