Ex Ilva, si chiude una settimana cruciale e se ne apre un’altra altrettanto decisiva, scandita dalla pronuncia della Cassazione e dai confronti istituzionali sul futuro del siderurgico
Si chiude una settimana tra le più difficili della vertenza ex Ilva, segnata da cinque giorni di sciopero, presìdi permanenti, blocchi stradali e pesanti ripercussioni sulla viabilità, sulla distribuzione dei carburanti e sui servizi pubblici in Puglia.
Una mobilitazione che ha visto protagonisti i lavoratori dello stabilimento siderurgico, dell’appalto e dell’indotto e che ha consentito ai sindacati di ottenere le convocazioni istituzionali a lungo richieste.
Il primo risultato è arrivato dall’incontro in Regione Puglia, dove, attraverso la mediazione del presidente Antonio Decaro e del sindaco di Taranto Piero Bitetti, è stato sottoscritto un documento condiviso dalle forze politiche di maggioranza e opposizione, che recepisce integralmente la piattaforma elaborata dal Consiglio di fabbrica unitario lo scorso 7 ottobre.
Intanto, sul fronte occupazionale, cresce la preoccupazione per la nuova richiesta di cassa integrazione straordinaria, che prevede un incremento dei lavoratori coinvolti dagli attuali 4.450 fino a un massimo di 8.622. Un provvedimento duramente contestato da parte sindacale, che lo ritiene incompatibile con le rivendicazioni della recente mobilitazione e chiede chiarimenti sulle prospettive di continuità produttiva e sulle garanzie occupazionali.
Adesso l’attenzione si concentra su due date cruciali.
Il 20 ottobre, alle 16, è previsto l’incontro al Ministero del Lavoro per discutere delle misure straordinarie a sostegno dei dipendenti, delle possibili forme di pensionamento anticipato e delle modifiche richieste al recente decreto governativo. Nella stessa giornata, le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione sono chiamate a pronunciarsi sui ricorsi relativi al provvedimento che dispone lo stop dell’area a caldo.
Il 27 ottobre, invece, il confronto si sposterà a Palazzo Chigi, dove i sindacati chiedono un piano industriale credibile, investimenti certi e garanzie per l’intera filiera occupazionale.
In concomitanza con il vertice romano è prevista anche una nuova mobilitazione dei lavoratori, chiamati nuovamente a sostenere le richieste di tutela del reddito, continuità produttiva e decarbonizzazione degli impianti.
Saranno i prossimi appuntamenti istituzionali a chiarire se agli impegni assunti seguiranno risposte concrete per il futuro industriale e occupazionale dell’ex Ilva.
