Olivicoltura al collasso nel Foggiano, ‘rischiamo di non raccogliere le olive’

“Nel Foggiano abbiamo un’olivicoltura soprattutto tradizionale, non meccanizzata in virtù della conformazione dei nostri territori difficili da raggiungere con grossi macchinari, per cui incide molto il costo della manodopera. Il problema è che il prodotto sugli alberi è eccellente quest’anno, così come eccellente sarebbe l’olio prodotto, ma abbiamo dei costi insopportabili”. Lo dichiara Guido Cusmai presidente provinciale di APO Foggia (Associazione Provinciale degli Olivicoltori) e presidente di Agia Puglia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli di Cia Puglia).
La situazione denunciata da Cusmai, con i costi elevati del gasolio (circa 1,60 al litro) e il prezzo dell’olio calato, coinvolge non solo il Foggiano, ma tutta la Puglia e le altre regioni del Sud. “La misura è colma, non si torna più indietro. Da Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Campania partirà una mobilitazione che si fermerà solo quando sarà dichiarato lo Stato di crisi per l’olivicoltura e verranno attivate azioni concrete per evitare il tracollo definitivo del settore” annuncia Orgoglio Olivicolo, comitato nazionale che unisce tutta la filiera del comparto olivicolo-oleario dal campo al frantoio. Il Comitato Orgoglio Olivicolo chiede con urgenza “il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura, per l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali, un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale reale e verificabile, misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi”.