Arsenale, allarme UIL FP a Taranto: «Mancano duemila lavoratori civili»
È un quadro di progressivo impoverimento degli organici quello delineato dalla UIL FP nel confronto con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto. Al centro dell’incontro, la situazione del personale civile della Difesa a Taranto e, in particolare, le criticità dell’Arsenale Militare.
Secondo il sindacato, nell’intero presidio ionico mancherebbero circa duemila lavoratori civili, mentre all’Arsenale gli addetti sarebbero scesi dagli oltre 4.700 del 1975 agli attuali 900. Una contrazione attribuita agli effetti dei tagli previsti dalla legge 244 del 2012 e al rallentamento del turn-over, con un crescente ricorso alle esternalizzazioni e il rischio di dispersione di competenze tecniche specialistiche.
Da qui la richiesta di un piano straordinario di assunzioni e formazione, ritenuto indispensabile per garantire manutenzione ed efficienza delle unità navali di nuova generazione e assicurare il necessario ricambio generazionale.
Sul tavolo anche la trasparenza delle piante organiche, le risorse per il lavoro straordinario, la vertenza sugli assegni ad personam del personale ex militare transitato nei ruoli civili e le misure di welfare.
Per la UIL FP, senza interventi strutturali, il rischio è un ulteriore indebolimento della capacità operativa del sistema Difesa a Taranto.

