Ex Ilva, giorni decisivi: prima Palazzo Chigi, poi la Corte d’Appello di Milano

Si apre una settimana particolarmente delicata per la vertenza dell’ex Ilva di Taranto, chiamata ad affrontare due passaggi destinati a incidere sul futuro industriale e occupazionale dello stabilimento. Nel pomeriggio di domani, 8 settembre, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il Governo incontrerà i sindacati metalmeccanici per fare il punto su una situazione che nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata.
Al centro del confronto la continuità produttiva dello stabilimento, il futuro dell’area a caldo e soprattutto la tenuta occupazionale. A rendere ancora più delicato il quadro è l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per oltre 2.500 lavoratori di 28 aziende dell’appalto e dell’indotto associate ad Aigi. Una decisione definita dalla stessa associazione datoriale un atto estremo, legato all’incertezza sulle prospettive dello stabilimento. Fim, Fiom, Uilm e Usb ne chiedono il ritiro immediato e sollecitano garanzie per la salvaguardia dell’occupazione, anche attraverso una clausola sociale.
Sul fronte industriale resta inoltre il nodo delle risorse necessarie a garantire la continuità produttiva.
Al confronto di Palazzo Chigi seguirà, il 9 settembre, un altro snodo determinante, questa volta sul piano giudiziario. Davanti alla Corte d’Appello di Milano sarà esaminata l’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia contro il provvedimento che dispone lo spegnimento dell’area a caldo entro la fine di ottobre.
Due appuntamenti consecutivi, dunque, tra confronto politico-sindacale e partita giudiziaria, dai quali potrebbero arrivare indicazioni decisive sul futuro del siderurgico tarantino e dei suoi lavoratori.