Petrolio, Basilicata: scontro sulle estrazioni dopo le parole di Meloni

La premier: «Vogliamo che l’energia che serve all’Italia si produca il più possibile in Italia». Le opposizioni attaccano, FdI replica: «Essere strategici per l’Italia deve diventare un vantaggio per la Basilicata»

Giorgia Meloni rilancia il tema della produzione energetica nazionale e cita il petrolio della Basilicata. Il centrosinistra regionale contesta metodo e contenuti, mentre Fratelli d’Italia difende la necessità di trasformare il ruolo energetico della regione in opportunità di sviluppo.

Venerdì a Bari la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato anche il tema dell’energia. «Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari, perché non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce lo abbiamo in Basilicata», ha detto la premier. Meloni ha inoltre rivendicato le misure adottate per contenere l’aumento dei costi energetici e annunciato la riapertura della strada del nucleare dopo 40 anni.

Le dichiarazioni hanno riacceso il confronto politico in Basilicata. I consiglieri regionali di centrosinistra hanno definito «inaccettabili» toni e contenuti dell’intervento, esprimendo il timore che possa esserci un progetto per aumentare le estrazioni nella regione in vista della scadenza delle concessioni nel 2029.

Nella loro nota, i consiglieri ricordano inoltre i due permessi di ricerca per idrocarburi relativi a “Il Perito” e “La Capriola”, contestando il fatto che la Giunta regionale li abbia autorizzati senza un voto del Consiglio regionale e nonostante la contrarietà dei sindaci. Chiedono al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di chiarire se fosse a conoscenza delle intenzioni del Governo, se le condivida e quando intenda avviare un confronto con i lucani.

Il centrosinistra richiama anche le precedenti posizioni assunte da Meloni sul referendum sulle trivellazioni del 2016 e sullo Sblocca Italia, sottolineando quella che considera un’incoerenza rispetto alle dichiarazioni attuali. I consiglieri chiedono che il tema venga affrontato tenendo insieme salute, lavoro, ambiente e sviluppo del territorio.

A replicare è Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. Secondo Napoli, nelle critiche dell’opposizione manca una proposta sul futuro energetico ed economico della Basilicata.

Il capogruppo precisa che Meloni «non ha annunciato un piano per aumentare le estrazioni in Basilicata», ma ha posto il tema dell’utilizzo delle risorse energetiche nazionali per ridurre la dipendenza dall’estero. Napoli sottolinea inoltre che i permessi di ricerca “Il Perito” e “La Capriola” risalgono rispettivamente al 2011 e al 2012 e che un permesso di ricerca non equivale a una concessione di coltivazione.

Napoli richiama quindi il peso della Basilicata nella produzione petrolifera italiana e sostiene che il ruolo strategico della regione debba tradursi in maggiori benefici per il territorio. Tra le priorità indicate ci sono lavoro qualificato, imprese, ricerca, innovazione, formazione, infrastrutture e servizi, con la tutela di salute, ambiente e sicurezza indicata come condizione inderogabile.

Il confronto si sposta così anche sulla scadenza del 2029. Per Napoli, non deve essere considerata uno «spauracchio», ma un appuntamento al quale la Basilicata deve arrivare con una propria strategia. «La Basilicata non è un territorio da sfruttare, ma neppure una Regione condannata ad avere ricchezze senza trasformarle in sviluppo», sostiene il capogruppo.