Ex Ilva, appello dei sindacati a Mattarella e Meloni: «Subito il blocco dei licenziamenti»
La crisi dell’ex Ilva torna al centro dell’emergenza sociale di Taranto proprio alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo. CGIL, CISL e UIL lanciano un appello alle massime istituzioni dello Stato affinché l’attenzione sull’evento internazionale non lasci in secondo piano il futuro di migliaia di lavoratori.
I sindacati richiamano una platea che comprende circa ottomila dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, millecinquecento di Ilva in AS e oltre duemilacinquecento addetti dell’indotto e degli appalti, considerati la fascia più esposta alle conseguenze della crisi.
A rendere ancora più urgente il quadro è la prospettiva della chiusura dell’area a caldo dello stabilimento, disposta dalla Corte d’Appello di Milano entro la fine di ottobre, mentre alcune associazioni datoriali avrebbero già prospettato il possibile ricorso alle procedure di licenziamento collettivo.
Da qui la richiesta di CGIL, CISL e UIL: un intervento legislativo straordinario che introduca il blocco dei licenziamenti nell’indotto e negli appalti dell’area ex Ilva, sul modello delle misure adottate durante l’emergenza pandemica. Parallelamente, i sindacati chiedono uno specifico ammortizzatore sociale per garantire continuità di reddito e accompagnare i lavoratori verso percorsi di riqualificazione professionale.
Un appello rivolto direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, perché alla crisi industriale venga affiancata con urgenza una risposta sul piano occupazionale e sociale.

