Fim-Fiom-Uilm, tutto il necessario per piano industriale e sociale per ex Ilva

I sindacati confermano la mobilitazione permanente dopo tavolo tecnico

“Al governo restano 81 giorni per assumere le decisioni necessarie per evitare una bomba sociale ed un tracollo industriale e ambientale. In questo tempo occorre fare quello che non si è fatto negli ultimi due anni e che da tempo chiediamo, dare una prospettiva industriale, ambientale e sociale all’ex Ilva e all’intero indotto”. I sindacati chiedono che si faccia tutto il necessario per salvaguardare ambiente, salute, industria, reddito e occupazione, confermando la mobilitazione permanente. È quanto emerge dalla nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm riguardo il primo tavolo tecnico sull’ex Ilva che si è svolto al Mimit. I sindacati, durante l’incontro, hanno ribadito come obiettivi prioritari un piano industriale che preveda la continuità produttiva degli stabilimenti e rilancio degli impianti di finitura anche acquistando bramme e semiprodotti, l’integrità del gruppo siderurgico, della decarbonizzazione, del risanamento ambientale e delle garanzie occupazionali. “Occorrono fondi privati e pubblici – spiegano i sindacati – e, in ragione di questi ultimi, il ruolo diretto dello Stato a garanzia della realizzazione degli investimenti per l’ambientalizzazione, la decarbonizzazione e la salvaguardia dell’occupazione resta prioritario. Al piano industriale occorre aggiungere un piano sociale con misure straordinarie (riconoscimento di benefici previdenziali per lavori usuranti e per l’esposizione all’amianto, esodi incentivati, prepensionamenti, screening sanitari, ecc), che ricomprenda anche i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, AdI e indotto, con ammortizzatore sociale specifico per la fase di transizione, che garantisca almeno un reddito dignitoso per il passaggio dalla produzione di acciaio da altoforno a quello elettrico”.