Basilicata, ZES Unica: solo sei autorizzazioni nel primo semestre 2026. La UIL: “Regione ancora ai margini”
Il sindacato commenta il rapporto sulla ZES Unica e chiede una strategia più efficace per attrarre investimenti e occupazione
La Basilicata continua a restare indietro nell’utilizzo della ZES Unica. Nel primo semestre del 2026, dal 1° gennaio al 30 giugno, le autorizzazioni uniche rilasciate nella regione sono state sei, l’1,4% delle 424 concesse complessivamente nel Mezzogiorno. È quanto emerge dal Rapporto UIL sulla ZES Unica.
Il dato resta contenuto anche considerando il periodo dall’avvio dello strumento. Su 1.402 autorizzazioni rilasciate nelle otto regioni meridionali, solo 34 riguardano investimenti in Basilicata, pari al 2,4% del totale. Gli investimenti attivati ammontano a 205 milioni di euro, con una previsione di 959 nuovi occupati.
Per la UIL i numeri confermano che la regione non riesce ancora a sfruttare appieno le opportunità offerte dalla ZES Unica. I segretari confederali nazionali Vera Buonomo e Santo Biondo ribadiscono la necessità di una politica industriale capace di orientare gli investimenti, rafforzare le filiere produttive e puntare su innovazione, formazione, ricerca e qualità del lavoro.
Sui dati interviene anche il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli. «Se in sei mesi la Basilicata raccoglie appena sei autorizzazioni su 424 complessive significa che qualcosa non sta funzionando. Il dato complessivo di 34 autorizzazioni su 1.402 conferma che la nostra regione continua a restare ai margini di uno strumento che avrebbe dovuto rappresentare un forte acceleratore degli investimenti».
Secondo Tortorelli servono più sostegno alle imprese, una maggiore promozione delle opportunità offerte dalla ZES, infrastrutture più efficienti, tempi amministrativi ridotti e una politica industriale regionale più incisiva. «La ZES Unica può essere uno straordinario strumento di rilancio, ma i numeri dimostrano che oggi la nostra regione non ne sta ancora cogliendo appieno le opportunità», conclude.

