Matera, Confartigianato: «Le imprese lucane pagano l’energia troppo cara». Appello su CER ed efficienza energetica
L’associazione evidenzia il peso del caro energia sulle PMI della Basilicata e chiede più sostegno alle Comunità energetiche rinnovabili e agli interventi di riqualificazione.
Le imprese lucane continuano a subire gli effetti del caro energia. Confartigianato Basilicata segnala un divario di competitività rispetto ai concorrenti europei e rilancia la necessità di investire nelle Comunità energetiche rinnovabili e nell’efficienza energetica.
Le piccole e medie imprese della Basilicata continuano a fare i conti con il peso dei costi energetici. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Basilicata che, sulla base delle elaborazioni dell’Ufficio Studi nazionale, indica il caro energia come uno dei principali ostacoli alla competitività del sistema produttivo regionale.
Secondo i dati richiamati dall’associazione, nel 2025 le imprese italiane hanno pagato l’energia elettrica il 24,1% in più rispetto alla media dell’Eurozona. A maggio 2026 i prezzi dei beni energetici sono aumentati del 12% su base annua, mentre nell’Unione europea la crescita media si è fermata allo 0,3%. In Basilicata l’incremento dei prezzi di elettricità e gas si attesta intorno al 6,1% e interessa un tessuto produttivo composto da oltre 55 mila imprese, in prevalenza di piccole dimensioni.
Confartigianato evidenzia inoltre che il maggiore costo dell’energia rispetto ai competitor europei incide in Basilicata per circa lo 0,9% del valore aggiunto regionale.
«Le nostre imprese sono chiamate a competere sui mercati sostenendo costi energetici tra i più elevati d’Europa», afferma Rosa Gentile, dirigente nazionale e presidente di Confartigianato Imprese Basilicata. «Molte aziende non hanno ancora recuperato gli effetti della crisi del 2022 e le nuove tensioni internazionali rischiano di comprimere ulteriormente margini già molto ridotti».
Gentile definisce «paradossale» la situazione della Basilicata, regione produttrice di energia e sede di importanti estrazioni di idrocarburi e impianti da fonti rinnovabili, dove però le imprese continuano a sostenere i prezzi del mercato nazionale ed europeo senza benefici competitivi.
Tra le soluzioni indicate dall’associazione ci sono le Comunità energetiche rinnovabili. In Basilicata sono attive cinque CER, con una capacità complessiva di circa 66,4 kW. Tra le esperienze citate figurano quella di Anzi e la Green Community di Miglionico. L’obiettivo della Regione Basilicata e della Società Energetica Lucana è favorire la nascita di una comunità energetica in ciascuno dei 131 Comuni lucani.
Confartigianato critica inoltre la riduzione delle risorse del PNRR destinate alle Comunità energetiche, passate da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro, ritenendo la misura penalizzante per l’indipendenza energetica e la competitività delle imprese.
L’associazione richiama infine l’attenzione sull’efficienza energetica degli edifici. In Basilicata il 55% del patrimonio residenziale ricade ancora nelle classi energetiche F e G, dato superiore di undici punti alla media nazionale. Per questo Confartigianato chiede incentivi stabili e procedure semplificate per sostenere gli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e fonti rinnovabili.

