Ginosa (TA), proposta per riconvertire l’ex stabilimento Natuzzi in un polo agroindustriale

Il progetto prevede il recupero del sito produttivo chiuso da 13 anni, con fino a 500 lavoratori stagionali a pieno regime

L’ex stabilimento Natuzzi di Ginosa, in provincia di Taranto, potrebbe essere riconvertito in un moderno polo agroindustriale dedicato alla raccolta, conservazione, lavorazione, confezionamento e commercializzazione delle produzioni ortofrutticole, con particolare attenzione all’uva da tavola di qualità.

La proposta è stata presentata dalla Miim Società Agricola nel corso della riunione del Sepac, il Comitato per il monitoraggio del Sistema Economico Produttivo e delle Aree di Crisi, che si è svolta il 9 luglio a Bari.

Secondo quanto illustrato dalla società in una nota, il piano punta a trasformare il sito, inattivo da 13 anni, in un’infrastruttura strategica per il comparto agroalimentare del Mezzogiorno. Il progetto, presentato dal legale rappresentante Giuseppe Trovisi e assistito dall’avvocato Pasquale Leogrande, prevede l’impiego di circa 100 lavoratori nella fase iniziale, con un incremento progressivo fino a 500 lavoratori stagionali a pieno regime.

La società ha precisato che, nelle procedure di selezione, sarà data priorità agli ex dipendenti Natuzzi che manifesteranno interesse a partecipare al nuovo progetto. Sono inoltre previsti programmi di formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione.

L’iniziativa si inserisce, secondo Miim, in una strategia più ampia di sviluppo del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la filiera agroalimentare, sostenere la competitività delle imprese agricole locali e contrastare lo spopolamento dell’Arco Ionico.

Il prossimo passaggio sarà la valutazione, da parte del Gruppo Natuzzi, della proposta di acquisizione e del piano di rilancio industriale dello stabilimento di Ginosa.