Vertenza Natuzzi, Regione Puglia: “Responsabilità, si torni al tavolo”
“Chiedo sia all’azienda sia ai sindacati responsabilità e lealtà”. Così in una nota l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio, si è espresso in merito alla trattativa saltata sulla vertenza Natuzzi. “Dobbiamo ripartire da quel 99% di accordo già raggiunto che ha come obiettivo ‘esuberi zero’ – ha spiegato Di Sciascio – e il contestuale rilancio dell’azienda Natuzzi che deve poter rilanciare la sua attività sul mercato, in un contesto globale di profondi cambiamenti che attengono anche al mobile imbottito”. “Non ci rassegniamo – ha continuato l’assessore regionale -. Riteniamo superabile anche l’ultimo ostacolo e per offrire alle parti in causa ulteriori rassicurazioni, nella speranza che possano alimentare un clima distensivo, così da poter riconvocare presto il tavolo per la firma del protocollo, la Regione Puglia si impegna a realizzare comunque tutti gli impegni istituzionali che erano previsti nell’accordo, d’intesa col Mimit e con la Regione Basilicata”. Le reazioni al mancato accordo sono state numerose. Anche la deputata del Movimento 5 Stelle Patty L’Abbate, che ieri ha partecipato al tavolo convocato al Mimit ha commentato la notizia: “Ho assistito a un incontro che sembrava più una imposizione di un accordo già fritto e rifritto senza miglioramenti, dettato da un Governo presente fisicamente ma completamente assente sulle linee di tutela dell’occupazione”. Per il deputato pugliese di Fratelli d’Italia Giovanni Maiorano, la responsabilità è soprattutto da attribuire alla mancata intesa tra azienda e sindacati: “Far naufragare un accordo dopo ore di mediazione è una scelta che pesa come un macigno sul futuro di Natuzzi. Chi dice sempre ‘no’ dovrebbe avere il coraggio di spiegare ai lavoratori perché ha preferito la propaganda alle soluzioni”. Polemico con il Governo Nico Bavaro, segretario di Alleanza verdi sinistra Puglia, che in una nota ha scritto: “Il Governo utilizzi tutti gli strumenti a disposizione per difendere l’occupazione e il futuro industriale della Murgia”.

