Apprendistato, Confartigianato Basilicata: “Così si riduce il divario tra scuola e lavoro”
L’associazione evidenzia le difficoltà delle imprese nel trovare personale qualificato e rilancia il ruolo della formazione duale e dell’apprendistato professionalizzante
L’apprendistato continua a rappresentare una delle principali opportunità per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma in Basilicata il suo utilizzo resta ancora limitato rispetto alle necessità del sistema produttivo regionale. A sottolinearlo è Confartigianato Basilicata, che richiama l’attenzione sulle difficoltà sempre più diffuse nel reperire manodopera qualificata, soprattutto nelle piccole e medie imprese artigiane.
Secondo l’associazione, il numero di studenti iscritti agli istituti professionali si ferma al 12,3% del totale, mentre i contratti di apprendistato attivati mediamente ogni anno sono circa 1.500. Numeri che, secondo Confartigianato, non bastano a soddisfare il fabbisogno delle aziende, alle prese con un crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.
Il fenomeno non riguarda soltanto la Basilicata. A livello nazionale, nel mese di maggio 2026, le imprese hanno dichiarato difficoltà nel reperire il 42,9% delle figure professionali richieste. Nel settore artigiano la quota sale fino a sfiorare il 60%, con circa 293 mila posti di lavoro che restano scoperti.
Tra le professioni più difficili da trovare figurano molte figure tipiche dell’artigianato e della manifattura, come falegnami, sarti, modellisti, attrezzisti di macchine utensili, panettieri, idraulici, elettricisti e saldatori. Alle competenze tradizionali si affiancano inoltre nuove professionalità legate all’innovazione tecnologica, tra cui meccatronici, programmatori e tecnici dell’automazione industriale.
Per affrontare questa situazione, Confartigianato propone una strategia che coinvolga istituzioni, sistema scolastico e parti sociali. Tra le priorità indicate vi sono il rafforzamento dell’orientamento scolastico, il rilancio dell’apprendistato professionalizzante, il potenziamento della formazione duale e continua e la valorizzazione degli strumenti di welfare e bilateralità.
«Dobbiamo avvicinare sempre di più l’orientamento scolastico al mondo del lavoro – afferma Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato Basilicata –. È necessario superare l’idea che esistano percorsi di serie A e percorsi di serie B. Gli istituti tecnici e professionali rappresentano una risposta concreta alle esigenze delle imprese e alle opportunità occupazionali presenti sul territorio».
Secondo Gentile, l’artigianato continua a essere una palestra fondamentale di formazione professionale e imprenditoriale. «L’apprendistato resta lo strumento più efficace per accompagnare i giovani verso il lavoro, consentendo loro di acquisire contemporaneamente conoscenze teoriche e competenze pratiche. È il contratto che unisce sapere e saper fare».
L’associazione evidenzia inoltre come il settore artigiano continui a esercitare interesse tra i giovani. A livello nazionale oltre quattro milioni di persone tra i 18 e i 35 anni, tra cui più di 836 mila laureati, dichiarano infatti di essere interessati a lavorare nelle imprese artigiane.
«Se non investiamo sulle competenze dei giovani e sulla valorizzazione del lavoro manifatturiero – aggiunge Gentile – rischiamo di perdere uno dei punti di forza del nostro sistema produttivo. Le imprese artigiane oggi sono luoghi in cui convivono tradizione, innovazione, sostenibilità e tecnologie avanzate».
Confartigianato Basilicata richiama infine l’importanza dell’Alleanza europea per l’Apprendistato, iniziativa alla quale aderisce la Confederazione, considerata uno strumento utile per rafforzare il collegamento tra percorsi formativi e mondo produttivo.
«L’artigianato può offrire ai giovani opportunità professionali concrete e qualificate – conclude Rosa Gentile –. Favorire l’incontro tra le aspirazioni delle nuove generazioni e le esigenze delle imprese significa garantire occupazione stabile, competitività alle aziende e sviluppo ai territori».

