Basilicata, Confartigianato: “Le IGP non food possono rilanciare artigianato e territori”
Entrato in vigore il decreto che estende la tutela europea ai prodotti artigianali e manifatturieri legati ai territori: “Occasione strategica anche per le imprese lucane”
Confartigianato accoglie con favore l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 51/2026 che recepisce il regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IGP “non food”.
La novità consente per la prima volta di estendere la tutela europea anche alle produzioni manifatturiere legate a uno specifico territorio, andando oltre il settore agroalimentare. Potranno così essere protetti prodotti come ceramiche artistiche, lavorazioni del legno, vetro, tessili, gioielli, strumenti musicali e altre produzioni artigianali caratterizzate da una forte identità locale.
Secondo Confartigianato, in Italia sarebbero oltre 250 i prodotti potenzialmente candidabili al riconoscimento. Per ottenere la registrazione sarà necessario creare associazioni di produttori, definire disciplinari tecnici e dimostrare il legame storico tra prodotto e territorio.
La gestione della fase nazionale sarà affidata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, con il coinvolgimento delle Regioni. La registrazione finale sarà invece competenza dell’EUIPO, l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale.
Per la Basilicata, il nuovo sistema viene considerato da Confartigianato una possibilità concreta per valorizzare produzioni tradizionali e manifatture locali, rafforzando il rapporto tra artigianato, identità territoriale e turismo.
A sottolinearlo è Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, che definisce la nuova normativa “una svolta importante” per il comparto artigiano lucano. Secondo Gentile, le IGP potranno aiutare a rilanciare l’artigianato artistico, creare reti tra imprese e istituzioni e aumentare la riconoscibilità internazionale delle produzioni locali.
Confartigianato evidenzia però anche le difficoltà organizzative che le imprese dovranno affrontare per costruire una IGP, dalla raccolta della documentazione storica alla definizione di standard condivisi. Per questo l’associazione chiede al Governo strumenti economici di sostegno per aiutare produttori e associazioni nella predisposizione dei disciplinari tecnici.
Il nuovo sistema prevede inoltre controlli successivi, anche sul commercio online, e sanzioni contro imitazioni e utilizzi impropri del marchio IGP. Entro il 2 dicembre 2026, eventuali tutele nazionali già esistenti dovranno essere convertite nel sistema europeo.

