Santeramo in Colle (BA), giornata per la vertenza Natuzzi: consiglio congiunto e attesa per Schlein

In programma consiglio straordinario, scioperi e iniziativa politica nel pomeriggio

Oggi, 30 aprile, si apre la giornata di mobilitazione per la vertenza Natuzzi. In mattinata il consiglio comunale congiunto tra Santeramo, Altamura e Matera, tra gli altri, nel pomeriggio l’arrivo di Elly Schlein.

A Santeramo in Colle, in provincia di Bari, comincia la giornata di mobilitazione legata alla vertenza Natuzzi.  Nel teatro “Il Saltimbanco” dell’Istituto Salesiano si tiene il Consiglio comunale monotematico congiunto tra Santeramo in Colle, Altamura e Matera. L’assise è stata convocata per affrontare la crisi che interessa il gruppo, con ricadute sull’economia e sull’occupazione nel territorio murgiano.

Pasquale Natuzzi, fondatore e presidente del gruppo Natuzzi

All’incontro sono stati invitati parlamentari del territorio, i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, assessori e consiglieri regionali, sindaci e amministratori dei comuni limitrofi, oltre ai rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e ai lavoratori.

Al termine del consiglio sono previsti scioperi e presìdi davanti agli stabilimenti Natuzzi.

Nel pomeriggio, alle ore 17, alla Centrale di Santeramo, è annunciata la presenza della segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein. L’iniziativa mira a portare la vertenza all’attenzione delle istituzioni nazionali.

Segui la diretta

L’intervento di Pasquale Natuzzi

La parte iniziale dell’intervento di Pasquale Natuzzi – fondatore e presidente del gruppo omonimo – si concentra su tre messaggi chiave, con un tono personale e istituzionale insieme.

Natuzzi apre ringraziando il sindaco e gli amministratori presenti, sottolineando il valore del confronto tra istituzioni locali, regionali e nazionali. Evidenzia come la partecipazione ampia dei territori di Puglia e Basilicata rappresenti un segnale incoraggiante, perché dimostra attenzione concreta verso una realtà industriale considerata strategica.

Ribadisce poi il peso della Natuzzi non solo per il territorio murgiano, ma per l’intero Paese, ricordando i 67 anni di storia dell’azienda. In questo passaggio inserisce anche un elemento autobiografico: la sua carriera personale coincide con quella dell’impresa, a partire dal 1959, a conferma di un legame diretto e continuativo.

Poi, insiste sul rapporto fondamentale con la comunità locale: riconosce apertamente che lo sviluppo dell’azienda è stato possibile grazie al territorio, ai lavoratori e alle famiglie coinvolte. Il messaggio implicito è che qualsiasi soluzione alla vertenza deve necessariamente partire da questo legame, valorizzando il capitale umano e sociale costruito nel tempo.

Pasquale Natuzzi ripercorre la crescita dell’azienda fino ai primi anni Duemila, quando il gruppo sfiorava il miliardo di fatturato grazie a uno stile distintivo, riconosciuto a livello internazionale e capace di ispirare anche nuove realtà imprenditoriali del territorio.

Il 2002 segna però una svolta: l’introduzione dell’euro e l’apertura dei mercati globali aumentano la concorrenza, soprattutto da Paesi a basso costo come Cina e Vietnam. Natuzzi sottolinea che il problema non è solo il costo del lavoro, ma l’intero “sistema Paese”, meno competitivo rispetto ad altri contesti.

Per restare sul mercato, l’azienda è costretta a delocalizzare la produzione, investendo in Romania, Cina e Brasile per servire in modo più efficiente Europa e Stati Uniti. Una scelta obbligata per evitare la chiusura e mantenere competitività.

E ancora, evidenzia come oggi sia fondamentale non solo produrre, ma costruire un’esperienza di marca per i consumatori, elemento reso più difficile anche dalle recenti crisi internazionali.

Pasquale Natuzzi rivendica gli investimenti effettuati dal gruppo negli ultimi anni, sottolineando come i 370 milioni di euro non siano stati “bruciati” ma destinati all’espansione internazionale e al rafforzamento del marchio, oggi presente con circa 600 negozi nel mondo e riconosciuto tra i leader globali dell’arredo di alta gamma.

L’imprenditore ripercorre quindi le difficoltà affrontate dal 2018: dai dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti realizzati in Cina, che hanno inciso sulle vendite, fino alla pandemia, che ha provocato la chiusura di fabbriche e negozi e forti perdite economiche. Superata la crisi sanitaria, a incidere ulteriormente sono stati i conflitti internazionali e il clima di instabilità globale, che hanno frenato i consumi.

Nonostante un temporaneo rimbalzo del fatturato nel periodo post-Covid, oggi Natuzzi segnala un nuovo calo, con livelli di vendita ai minimi storici e una significativa riduzione dell’afflusso di clienti nei punti vendita.

Natuzzi evidenzia quindi la fase di forte incertezza che attraversa il mercato e lega le prospettive di ripresa alla fine dei conflitti internazionali. Al tempo stesso, ribadisce il valore sociale dell’azienda per il territorio e la volontà di preservare occupazione e competenze, richiamando il ruolo strategico della filiera produttiva costruita tra Altamura e Matera.

L’intervento del Sindaco di Santeramo in Colle, Vincenzo Casone

L’intervento del Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti

L’intervento del Sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella