Autotrasporto in crisi: Confartigianato Puglia proclama lo stato di agitazione

Pertosa: “Se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese”

La protesta arriva in vista del Comitato UNATRAS del 17 aprile. Il 16 aprile iniziativa simbolica con i mezzi fermi e lo “scontrino d’emergenza” contro il caro carburante.

Confartigianato Trasporti Puglia proclama lo stato di agitazione della categoria dell’autotrasporto a livello regionale. La decisione è stata assunta dal Consiglio direttivo in vista della riunione del Comitato esecutivo di UNATRAS convocata per il 17 aprile.

Alla base della mobilitazione c’è l’escalation dei prezzi del carburante, che secondo l’associazione sta producendo effetti pesanti sulle imprese del settore. “La situazione è drammatica: ora come ora per ogni trasportatore avviare il motore significa perdere soldi”, afferma il presidente Paolo Pertosa. I costi operativi, viene evidenziato, hanno superato i ricavi e molte aziende si trovano a lavorare in perdita o a fermare i mezzi per contenere i danni.

Lo scorso 8 aprile UNATRAS, sigla che coordina le principali associazioni dell’autotrasporto italiano, ha denunciato la situazione in un comunicato stampa, avvertendo che senza un intervento immediato del Governo il Comitato esecutivo valuterà l’attuazione di un fermo nazionale per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese e la continuità dei servizi logistici.

“In queste settimane c’è chi sta guadagnando nelle catene di approvvigionamento scaricando sulle spalle della categoria la colpa dell’incremento dei prezzi”, aggiunge Pertosa, precisando che gli aumenti registrati non sono legati a maggiori compensi per le aziende di trasporto, che si trovano “in uno stato di default operativo, stritolate nella morsa dei costi”.

In attesa delle decisioni del 17 aprile, Confartigianato Trasporti Puglia ha promosso per il 16 aprile un’iniziativa di sensibilizzazione dal titolo “Se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese”. Le imprese sono invitate a fotografare il proprio mezzo fermo in piazzale con lo “scontrino d’emergenza”, simbolo della protesta, e a pubblicare l’immagine sui social per denunciare una condizione definita insostenibile.