Basilicata, carburanti più cari: esposto alla Guardia di Finanza e richiesta di chiarimenti

Le consigliere regionali M5S denunciano prezzi più alti senza spiegazioni e chiedono verifiche urgenti

In Basilicata il costo dei carburanti resta tra i più alti d’Italia. Le consigliere regionali del M5S Alessia Araneo e Viviana Verri parlano di una situazione senza spiegazioni accettabili e sollecitano controlli.

A Potenza le due consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Araneo e Verri intervengono sul caro carburanti segnalando un esposto presentato alla Guardia di Finanza da A.Ba.Co. Basilicata. L’iniziativa punta a verificare possibili anomalie nella formazione dei prezzi. “Non spetta a noi anticipare giudizi”, precisano, “ma quando il costo resta così alto il problema è politico prima ancora che tecnico o potenzialmente speculativo”.

Le due consigliere sottolineano come in Basilicata l’auto sia spesso indispensabile per lavorare, studiare o accedere ai servizi. In questo contesto, il prezzo alla pompa incide direttamente sulla vita quotidiana. Citando dati dell’Unione nazionale dei consumatori, evidenziano che la regione risulta attualmente la più cara d’Italia per la benzina.

Nel mirino gli effetti su famiglie e lavoratori, in particolare nei settori commercio, agricoltura, artigianato e trasporti. “Vogliamo capire perché qui il carburante costi così caro”, affermano, indicando la necessità di chiarire eventuali distorsioni nella filiera o meccanismi che gravano sui consumatori.

Le esponenti del M5S chiedono inoltre al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, una presa di posizione. È stata richiesta un’audizione urgente in terza commissione consiliare del direttore generale per l’amministrazione digitale con delega al settore petrolio, Leonardo Busciolano.

Nella nota si richiama anche il “paradosso” di una regione che ospita importanti giacimenti petroliferi terrestri ma registra prezzi elevati. Le consigliere chiedono verifiche, maggiore trasparenza e un confronto con il Governo e gli organismi competenti, ritenendo non accettabile che i cittadini lucani sostengano costi più alti senza risposte chiare, a fronte anche degli impatti sanitari, sociali e ambientali legati alle estrazioni.