Puglia, al via il Polo digitale per l’Agricoltura 4.0: pronti a investire 8 agricoltori su 10
Coldiretti presenta all’Osservatorio Smart Agrifood 2026 la piattaforma per accompagnare la transizione tecnologica delle imprese agricole
Otto aziende agricole su dieci sono pronte a investire in innovazione, ma chiedono strumenti pubblici semplici ed efficaci per accompagnare il percorso di modernizzazione. È il messaggio lanciato da Coldiretti Puglia in occasione dell’evento dell’Osservatorio Smart Agrifood 2026, dove è stato presentato il nuovo Polo digitale dedicato alla transizione tecnologica del settore primario.
L’obiettivo è rafforzare l’alfabetizzazione digitale delle imprese agricole, migliorandone competitività, contenimento dei costi di produzione e tutela del reddito. I dati confermano che la Puglia rappresenta un contesto favorevole: secondo ISTAT la regione ospita il 16,2% delle aziende agricole italiane e copre il 10,6% della Superficie Agricola Utilizzata nazionale. Negli ultimi dieci anni la dimensione media aziendale è cresciuta da 7,9 a 11 ettari, facilitando l’adozione di tecnologie innovative.
A livello nazionale il 28,5% delle aziende utilizza strumenti di agricoltura di precisione, con una presenza significativa anche in Puglia, in particolare nei comparti olivicolo, vitivinicolo e ortofrutticolo. Pur restando prevalentemente a conduzione familiare, oltre il 90% delle aziende pugliesi mostra apertura verso la digitalizzazione e modelli gestionali più moderni, in linea con le esigenze di sostenibilità e competitività.
Alessandro Apolito, capo area innovazione e digitalizzazione di Coldiretti, ha spiegato che nell’ultimo anno è stato realizzato un censimento digitale che ha coinvolto oltre 10mila imprese agricole, raccogliendo dati su caratteristiche produttive e fabbisogni tecnologici. Da questa base è nata una piattaforma di orientamento che illustra, filiera per filiera, le soluzioni più efficaci da adottare. Contestualmente sono stati formati 800 operatori su scala nazionale e creato un gruppo di facilitatori, giovani esperti di agricoltura di precisione, incaricati di affiancare le aziende nelle scelte operative.
Dal censimento emerge inoltre che la digitalizzazione non è legata all’età anagrafica: accanto ai giovani imprenditori, anche le generazioni più mature dimostrano apertura all’innovazione e capacità di investimento, spesso sostenute da maggiore solidità economica.

