Melfi, premio annuale assente per i lavoratori Stellantis. La Fim Cisl Basilicata: “Situazione delicata”
Il segretario Gerardo Evangelista: pesa il mancato riconoscimento del premio in un contesto già segnato dalla cassa integrazione
La Fim Cisl Basilicata esprime preoccupazione per il mancato premio annuale ai lavoratori Stellantis. A Melfi la situazione è definita delicata. Il sindacato chiede scelte industriali rapide per tutelare occupazione e reddito.
Il mancato riconoscimento del premio annuale ai lavoratori di Stellantis preoccupa il sindacato, soprattutto per lo stabilimento di Melfi, dove è in corso una fase segnata dal ricorso agli ammortizzatori sociali.
A intervenire è il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista. «La comunicazione relativa al mancato riconoscimento del premio annuale rappresenta un elemento di forte preoccupazione», afferma, riferendosi alla decisione dell’azienda legata al mancato raggiungimento degli obiettivi economici 2025.
Evangelista riconosce «il quadro negativo registrato sul piano delle consegne, della redditività e del cash flow», ma sottolinea che negli anni passati il premio ha costituito una componente significativa del salario. La mancata erogazione, aggiunge, incide sui bilanci familiari di lavoratori che già subiscono una riduzione del reddito per effetto della cassa integrazione.
Per il sindacato la priorità resta la salvaguardia industriale e occupazionale dello stabilimento di Melfi e dell’intera filiera dell’indotto, definita in una fase di fragilità. «Occorre accelerare sulle scelte industriali – sostiene Evangelista – garantendo volumi produttivi certi, rafforzando l’allocazione di modelli ibridi accanto all’elettrico e riducendo progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali. Melfi deve restare un sito strategico nel piano industriale del gruppo».
La Fim Cisl Basilicata guarda ai primi segnali di miglioramento registrati a fine 2025 e al lavoro del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, ma sollecita decisioni rapide. «La transizione industriale deve essere governata, non subita. Servono politiche europee improntate alla neutralità tecnologica e misure capaci di sostenere realmente il settore automotive. L’obiettivo è difendere lavoro, reddito e futuro produttivo della Basilicata», conclude.

