Ex Ilva, primo sì del Senato al prestito di 149 milioni

Il Senato ha dato il primo via libera al decreto legge che prevede nuove risorse per garantire la continuità operativa dell’ex Ilva, ora sotto la gestione di Acciaierie d’Italia. Con l’aggiunta di 149 milioni di euro, il totale delle risorse stanziate sale a 257 milioni. Questi fondi si aggiungono ai 108 milioni già previsti nel decreto dell’1 dicembre, che derivano da un precedente stanziamento di 200 milioni (di cui 92 già utilizzati).
L’ulteriore somma è stata inserita grazie a un emendamento promosso Fratelli d’Italia: le risorse sono state destinate a quest’anno e serviranno a garantire la continuazione dell’attività produttiva, nel caso in cui la cessione dell’azienda non avvenga entro il 30 gennaio del 2026. L’erogazione del prestito è tuttavia subordinata all’approvazione dell’Unione Europea.

Ora toccherà alla Camera per una rapida approvazione entro il 30 gennaio. Nel frattempo, i commissari di Acciaierie d’Italia hanno depositato una causa legale contro ArcelorMittal, il precedente gestore dell’ex Ilva, chiedendo un risarcimento di 7 miliardi e 41 milioni di euro. L’azione legale è basata sulla gestione dell’azienda tra il 2018 e il 2024, periodo in cui la società ha subito una serie di scelte errate e omissioni che ne hanno compromesso il valore industriale e patrimoniale, portandola all’insolvenza. La causa non contesta singoli errori, ma un modello di gestione ritenuto sistematicamente dannoso per l’interesse sociale. Questa situazione ha obbligato la gestione commissariale a sostenere elevati costi straordinari per mantenere in funzione gli impianti, con conseguenti perdite di produzione e ricavi.
Inoltre, secondo i legali, ArcelorMittal avrebbe esercitato un’influenza diretta sulla gestione di Acciaierie d’Italia, indirizzandola a vantaggio del proprio gruppo. Questo approccio è stato definito come un vero e proprio “saccheggio” della società. I danni sono stati calcolati applicando il criterio dell’articolo 2486 del Codice civile, basato sulla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura di amministrazione straordinaria. A febbraio 2024, il passivo accertato ammontava a circa 5,6 miliardi di euro, con un attivo praticamente nullo. A questa cifra si sono aggiunti 1,4 miliardi di danni causati da omissioni nella manutenzione, maggiori costi e perdita di produzione.