Ex Ilva, sindacati: “Il Governo di prenda le sue responsabilità”

È in corso una mobilitazione permanete da parte dei sindacati contro la decisione del ministero del Lavoro di chiudere la procedura sulla cassa integrazione straordinaria per l’Ex Ilva. Braccia conserte quindi da parte dei lavoratori supportati dai sindacati che ritengono “gravissima” questa decisione.
“Il governo non può continuare con lo scaricabarile: deve prima di tutto tutelare i lavoratori, e poi intervenire per impedire la chiusura o lo spezzatino dell’ex Ilva”, commentano i sidacati.

Secondo Fim, Fiom e Uilm la scelta arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dall'”esito disastroso” del bando di gara che ha certificato l’assenza di soggetti industriali interessati a rilevare l’intero gruppo. Da qui la decisione di proclamare da subito lo stato di mobilitazione permanente, con assemblee in tutti gli stabilimenti e possibili scioperi.  L’ennesima situazione, tuonano i sindacati, nella quale il Governo non riesce ad assumersi le sue responsabilità.

Le tre organizzazioni avevano inviato una lettera al ministero del Lavoro per comunicare la decisione di disertare l’incontro previsto nella mattina del 29 settembre sulla Cigs. “Preso atto della conferma di una riunione che tende a escludere il parere dei lavoratori e dei loro rappresentanti, comunichiamo che non presenzieremo, ribadendo la necessità di un rinvio”, si legge nel documento.

Nel documento i sindacati hanno ricordato che, scaduti i termini del bando, l’unico elemento disponibile è una nota stampa dell’azienda che parla di dieci offerenti. “Resteremo in attesa della convocazione di Palazzo Chigi che possa chiarire quale percorso il Governo, insieme alla struttura commissariale, intenda dare al gruppo ex Ilva”.