Confartigianato accoglie con favore l’approvazione al Senato della nuova legge nazionale sulla montagna, ma avverte che le misure non bastano

Dopo quasi un anno di iter parlamentare, è stata approvata la legge quadro sulla montagna, che punta a sostenere le aree interne e contrastare lo spopolamento. Confartigianato, che ha seguito passo passo il provvedimento, evidenzia le aspettative degli artigiani e delle piccole imprese. “Soprattutto nelle zone interne e svantaggiate le nostre ditte affrontano difficoltà persino di sopravvivenza”, ha dichiarato Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale dell’associazione.

Il presidente Marco Granelli ha parlato di “testo innovativo”, giudicando positivi gli sgravi fiscali per le imprese giovanili, ma ha chiarito che “non bastano da soli. Servono incubatori, credito d’imposta e vantaggi contributivi per le assunzioni, così da rendere le imprese vere protagoniste dello sviluppo”. Gentile ha poi ricordato la disponibilità di 6 milioni di euro dell’Avviso Pubblico per l’artigianato, con contributi fino a 200 mila euro per investimenti in innovazione, sicurezza, marketing e ampliamento delle attività.

La legge, composta da 35 articoli, fissa obiettivi ampi: crescita economica e sociale, tutela dell’ambiente e contrasto alla crisi demografica. Restano invariati i fondi già previsti, 200 milioni l’anno, ma il vero nodo sarà l’attuazione, affidata a 15 decreti che dovranno anche definire quali comuni sono considerati “montani”.

Il testo istituisce la “Strategia per la Montagna Italiana”, aggiornata ogni tre anni, e prevede misure su sanità, scuola, digitale e infrastrutture. Incentivi e punteggi aggiuntivi per medici, docenti e operatori socio-sanitari che scelgono di lavorare in montagna, credito d’imposta per trasferimenti e acquisto casa per gli under 41, oltre a sgravi contributivi per aziende che adottano il lavoro agile.

Previsti anche cantieri forestali temporanei, nuove regole per la gestione dei pascoli e incentivi per chi realizza interventi ambientali. Centrale il ruolo dei comuni, che potranno affidare direttamente lavori di manutenzione e prevenzione incendi ad agricoltori e silvicoltori.

La sfida, sottolineano da Confartigianato, sarà trasformare i principi in strumenti concreti, capaci di rafforzare le imprese locali e di garantire servizi essenziali nei territori montani.