Bruxelles, lavoratori europei in piazza per la transizione ecologica equa
Migliaia di lavoratori del settore industriale manifestano per chiedere investimenti che tutelino occupazione e diritti
Oggi a Bruxelles migliaia di lavoratori dell’industria europea protestano per una transizione ecologica sostenibile. Anche rappresentanze italiane, tra cui lavoratori dello stabilimento lucano di Stellantis, partecipano all’iniziativa organizzata da IndustriAll Europe.
Migliaia di lavoratori provenienti dai settori industriali di tutta Europa si sono radunati questa mattina davanti alla sede del Consiglio europeo per chiedere investimenti e politiche che garantiscano una transizione ecologica equa. L’iniziativa è promossa da IndustriAll Europe, la federazione europea dei sindacati dell’industria che rappresenta oltre sette milioni di lavoratori.
I manifestanti, tra cui delegazioni dei settori metalmeccanico, chimico-farmaceutico, energetico, della moda, della plastica, del vetro e della ceramica, chiedono ai governi nazionali e all’Unione Europea di agire tempestivamente per evitare che i costi della transizione verso un’economia più sostenibile ricadano sui lavoratori.
In prima linea anche rappresentanze sindacali e lavoratori italiani, tra cui quelli dello stabilimento Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza. Le principali sigle sindacali italiane – Fiom, Fim, Uilm, Filctem, Femca e Uiltec – sostengono con forza le richieste avanzate durante la manifestazione. “L’Unione Europea e i governi devono agire ora per l’industria e il lavoro. Servono risposte concrete per governare e non subire la transizione ecologica”, dichiarano i rappresentanti dei sindacati.
La manifestazione – prenderà il via alle 10:30 in place Jean Rey – , davanti al Consiglio europeo. Sul palco si alternano delegati delle principali realtà industriali, mentre tra i presenti figurano i segretari generali Michele De Palma (Fiom), Ferdinando Uliano (Fim), Rocco Palombella (Uilm), Marco Falcinelli (Filctem), Nora Garofalo (Femca) e Daniela Piras (Uiltec).
L’iniziativa rappresenta un appello forte e unitario per una politica industriale che garantisca non solo il rispetto degli obiettivi ambientali, ma anche la salvaguardia dei posti di lavoro e dei diritti di chi opera nei settori produttivi strategici.

