Report FIM-CISL: forte calo della produzione Stellantis nel primo semestre 2024

Melfi tra gli stabilimenti più colpiti dalla riduzione produttiva

Presentato a Torino il report FIM-CISL sulla produzione Stellantis nel primo semestre 2024. Melfi registra un calo del 57,6%, evidenziando una situazione critica

Questa mattina a Torino, il Segretario Generale della FIM-CISL, Ferdinando Uliano, ha presentato il report sulla produzione e l’occupazione negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis per il primo semestre del 2024. I dati rivelano una significativa contrazione della produzione, con un totale di 303.510 veicoli prodotti, in calo del 25,2% rispetto al 2023.

Tra gli stabilimenti più colpiti, Melfi ha registrato un drastico calo del 57,6% nella produzione, passando da 110.820 veicoli nel primo semestre del 2023 a soli 47.020 nel 2024. Questo ha comportato una riduzione di 63.800 unità, la più alta tra tutti gli stabilimenti italiani. La produzione a Melfi è suddivisa tra 500X (39%), Jeep Renegade (27%) e Jeep Compass (34%).

Il report evidenzia che i ritardi negli incentivi per le auto ecologiche, avviati solo a giugno 2024, e il rallentamento del mercato automobilistico dopo una ripresa nel 2023, hanno contribuito significativamente al calo produttivo. A Melfi, inoltre, si è fatto ricorso a 65 giorni di fermo produttivo collettivo e all’utilizzo del Contratto di Solidarietà, coinvolgendo una media di 1.282 lavoratori giornalieri nel primo trimestre, peggiorata a 1.500 nel secondo trimestre.

La situazione a Melfi è resa ancora più complessa dalla fase di transizione verso i nuovi modelli multibrand sulla piattaforma Bev STLA Medium, prevista per il 2025. La direzione aziendale ha confermato che la produzione dei nuovi modelli, tra cui una DS e una Jeep Compass ibrida, inizierà nel primo trimestre del 2025, con l’obiettivo di raggiungere una produzione annua di 260.000 vetture.

Negli altri stabilimenti, Pomigliano ha visto una crescita del 35%, mentre Atessa ha registrato un incremento del 2% nella produzione di veicoli commerciali. Tuttavia, il quadro generale rimane preoccupante per il futuro del settore automobilistico italiano.

Uliano ha ribadito la necessità di un intervento del governo per definire impegni e garanzie per il rilancio del settore, sottolineando l’importanza di un tavolo di confronto presso Palazzo Chigi entro luglio 2024.