Nuova mobilitazione degli agricoltori lucani: l’11 marzo davanti al palazzo della Regione
Mobilitazione in Basilicata per chiedere interventi urgenti sulle politiche agricole e contro i danni da cinghiali
Gli agricoltori e allevatori lucani organizzano una nuova manifestazione a Potenza per sollecitare risposte efficaci alle crisi che affliggono il settore, criticando le misure adottate finora come insufficienti
Il Movimento Spontaneo degli Agricoltori e Allevatori della Basilicata torna a far sentire la propria voce con una nuova mobilitazione prevista per lunedì 11 Marzo alle 9, davanti al Palazzo della Regione Basilicata a Potenza. Dopo gli incontri con l’assessore Alessandro Galella e altri rappresentanti istituzionali, il movimento ha ritenuto le risposte fornite, incluso il tentativo di affrontare l’emergenza cinghiali e la questione del caro-gasolio, largamente inadeguate rispetto alla gravità della situazione che le imprese agricole stanno vivendo.
La risoluzione adottata dal Consiglio Regionale, sebbene unanime, è stata considerata dai manifestanti insufficiente a risolvere i problemi reali del mondo agricolo, che va dalla drastica riduzione dei prezzi dei prodotti agricoli, all’incremento insostenibile dei costi di produzione, fino al taglio della PAC che incide notevolmente sulle economie locali.
Il Movimento, che si distingue per la sua natura apartitica e per la volontà di escludere sigle sindacali tradizionali, cerca di stimolare un confronto costruttivo e diretto con le istituzioni, nazionali ed europee, per trovare soluzioni concrete e tempestive. La crisi che attanaglia il settore non può più attendere, soprattutto alla luce delle difficoltà aggiuntive causate dai danni dei cinghiali e dal contesto economico generale.
Invitando alla partecipazione non solo gli addetti ai lavori ma l’intera comunità lucana, comprese famiglie, studenti e consumatori, il Movimento auspica una presa di coscienza collettiva sulle urgenze del settore agricolo, fondamentale per l’economia regionale. La manifestazione si preannuncia come un momento di protesta civile e dignitosa, che mira a sollecitare un’immediata revisione delle politiche agricole a tutti i livelli, compresa la PAC e il Complemento per lo Sviluppo Rurale, per garantire un futuro sostenibile alle imprese e alle famiglie che dipendono dall’agricoltura lucana.

