Ex Ilva, Urso tira dritto verso l’amministrazione straordinaria

La strada per l’amministrazione straordinaria per l’ex Ilva è stata aperta. Manca però il confronto con gli azionisti. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo il suo intervento in commissione Industria al Senato dove sono in esame i decreti sull’ex Ilva. Il dialogo tra i soci è in corso, ha spiegato Urso. “Potrebbe portare eventualmente a una soluzione che deve in ogni caso garantire il rilancio produttivo, occupazionale e la riconversione ambientale”, ma l’iter verso il commissariamento è avviato. Ha “superato anche il vaglio del Tribunale di Milano. Ora dobbiamo completare il processo che consentirà, alle società dell’indotto di attivare le procedure per cedere i crediti agli istituti bancari, a Mediocredito Centrale, che con l’assicurazione e copertura della Sace potranno acquisire questi crediti”. Da evitare la crisi della prima amministrazione straordinaria del 2015. Un “bidone” (così lo chiamano i lavoratori dell’indotto) che anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano vuole scongiurare, tanto da avanzare la proposta, in una lettera inviata nelle scorse ore al min istro e alla Presidente del Consiglio, di “mettere a disposizione la liquidità derivante dagli avanzi vincolati, come abbiamo fatto durante la pandemia e per la crisi ucraina”, dichiara il presidente. In Senato Urso ha dichiarato anche di essere rimasto stupito dall’assenza in audizione dell’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli. “Non è venuta a dare le informazioni che il Parlamento ha ritenuto di chiedere. Informazioni che non sono state date nemmeno al socio pubblico e ai commissari titolari degli impianti”. Tanto che l’ispezione dei giorni scorsi nello stabilimeno di Taranto fu interrotta. Intanto, “Acciaierie d’Italia comunica di non essere stata convocata dalla Commissione”.