Ritardi nel PNRR: imprese in crisi a causa dei fondi bloccati

I Ministeri tardano a trasferire i fondi ai Comuni, mettendo in difficoltà le imprese esecutrici di lavori pubblici

A distanza di due mesi dalla nostra denuncia, il problema dei ritardi nei trasferimenti dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ai Comuni per i lavori appaltati persiste e rischia di causare seri danni alle imprese esecutrici di lavori pubblici. Mario Bitonto, Presidente della Sezione Edili Aniem di Confapi Matera, torna a sollevare la questione, sottolineando che il problema riguarda sia la mancata concessione dell’anticipazione per gli appalti aggiudicati, sia i mancati pagamenti per i lavori già eseguiti, con la conseguenza di creare una grave crisi di liquidità nelle imprese esecutrici.

Secondo il dott. Bitonto, le imprese non hanno ancora superato il problema del blocco dei crediti fiscali edilizi e ora devono fare i conti con le difficoltà di gestione del sistema ReGis, la piattaforma telematica della Ragioneria Generale dello Stato, attraverso cui avviene il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti finanziati dal PNRR. La questione si fa più critica nei piccoli Comuni, che non hanno capacità di cassa sufficiente per anticipare le somme per i lavori eseguiti dalle imprese.

Le Amministrazioni Comunali hanno interpellato la piattaforma ReGis, ma si trovano di fronte a diversi problemi, dal “mancato allineamento” dei dati al ritardo nel trasferimento dei fondi, questioni tecniche o burocratiche che danneggiano un’intera filiera imprenditoriale, visto che le imprese appaltatrici devono pagare a loro volta i subappaltatori e i fornitori.

Il Presidente degli Edili di Confapi Matera, due mesi fa, pensava che il problema fosse circoscritto; oggi, però, si legge dalla stampa nazionale che la situazione è ben più estesa di quanto sembrava all’inizio. Antonio Decaro, Presidente dell’Anci, ha segnalato il caso ai ministri Giorgetti e Fitto e al Ragioniere Generale dello Stato Mazzotta, sperando in una rapida soluzione.

Il servizio di Francesco Giusto