Il decreto per salvare l’ex Ilva non convince i sindacati

Immediata la reazione sindacale dopo il via libera all’ennesimo decreto per garantire la continuità produttiva dell’ex Ilva col prestito di 680 milioni e la attivazione delle procedure per l’amministrazione straordinaria in caso di insolvenza della società. Gli accordi impegnano i soci Acciaierie d’Italia, Arcelor Mittal e Invitalia al rilancio produttivo del sito. Ma per Fiom, Uilm e Usb si tratta dell’ennesimo compromesso cui cede il governo a favore di un privato che si è sempre mostrato inadempiente. Per questo le tre sigle saranno l’11 gennaio a Roma in mobilitazione. Resta piu cauta per ora la Fim che si riserva di attendere il tavolo ministeriale già fissato al 19.

Pronti alla mobilitazione anche i sindaci ionici: basta “sostegni dello Stato ad un operatore privato che si è dimostrato capace solo di sgradevoli ricatti ed azioni incostituzionali – afferma il presidente della provincia, Melucci – occorre lavorare insieme per un piano industriale al servizio della comunità”. “È il momento di un decreto salva Taranto”.