Taranto, il comunicato dei lavoratori Ilva in Amministrazione Straordinaria

In data odierna si sono incontrati, nella sede della Regione Puglia, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm con la Task Force regionale presieduta da Leo Caroli, l’assessore regionale alla Formazione e alle Politiche per il lavoro Sebastiano Leo e i tecnici della stessa Regione.

Per quanto attiene l’avviso 3/FSE/2019 “formazione a sostegno dei lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria coinvolti in situazioni di crisi”, risulta licenziato il progetto pilota formativo dai tecnici della Regione con 148 programmi per circa 1200 profili e pertanto la fase di partenza dei corsi avverrà finalmente entro il 1 trimestre del 2023.

Fim, Fiom e Uilm hanno rimarcato al presidente della Task Force Caroli e all’Assessore Leo che il tempo non è una variabile da non considerare e che al di là dei soliti annunci in pompa magna, si registrano comunque gravi ritardi rispetto alla garanzia della partenza dei corsi , in base a quanto verbalizzato dopo l’incontro del 13 giugno scorso.

Non è tollerabile attendere la partenza dei corsi di formazione per i lavoratori Ilva in Amministrazione Straordinaria dal 2019, tra proclami e impegni puntualmente disattesi.
Le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm, quindi, hanno chiesto alla Regione una accelerazione fattiva sui tempi di partenza, il monitoraggio costante del progetto attraverso incontri periodici tra le parti, nonché la di calendarizzare un nuovo incontro prima delle festività natalizie utile a discutere circa l’aggiornamento dei cataloghi formativi, coerentemente con la riprogrammazione comunitaria che, come indicato dagli stessi sindacati, dovranno prevedere argomenti inerenti le competenze maturate dai lavoratori nelle mansioni svolte, in ottica di aggiornamento delle stesse coerentemente agli indirizzi di produzione di acciaio green nel sito di Taranto.
Sulla questione Lavoro di pubblica utilità (Lpu) la Regione proporrà un emendamento per chiedere la modifica del DL 150/2015 da presentare in Parlamento per poter ritoccare la legge di bilancio, visto che ad oggi la norma non prevede alcuna possibilità di erogazione indennità aggiuntiva per i lavoratori in Cigs utilizzati nei Lavori di pubblica utilità.
Unitariamente Fim, Fiom e Uilm, confermando la disponibilità a contribuire per quanto di propria competenza anche su questo ulteriore strumento transitorio – fermo restando il reinserimento a fine Piano dei lavoratori, dapprima in Arcelor Mittal ora Acciaierie D’Italia, come previsto dall’accordo del 6 settembre 2018 – hanno precisato che tutte le dichiarazioni d’intenti si devono però tramutare, dopo anni, almeno in qualcosa di concreto per i lavoratori (garantendone il diritto a tutti su base volontaria e non una parte) e per la loro prospettiva personale e professionale, evitando di continuare a discutere di tutto senza finalizzare mai niente.