Da Confartigianato un “nuovo patto di fiducia tra lo Stato e le imprese per lo sviluppo economico e sociale del Paese”

La sfida per il futuro che lancia l’Assemblea annuale Confartigianato è un “nuovo patto di fiducia tra lo Stato e le imprese per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

E’ il commento di Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato che ha partecipato ai lavori aperti dalla relazione del presidente nazionale Marco Granelli, alla presenza del Premier Giorgia Meloni e con un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le imprese, in questo difficile momento – ha detto Granelli – hanno bisogno di avvertire il fisco come lo strumento con cui lo Stato garantisce servizi di qualità ai propri cittadini e solidarietà nei confronti dei più deboli e non come un nemico da cui difendersi. Auspichiamo in questo senso la ripresa di un tavolo di confronto sull’avvio della riforma fiscale.

Confartigianato rafforza con i dati le preoccupazioni delle imprese e le proposte al Governo presentando all’assemblea il rapporto ‘Imprese nell’età del chilowatt-oro’ che “fotografa un habitat poco favorevole” per le imprese: “Quest’anno il caro-energia costa alle piccole imprese 23,9 miliardi in più rispetto al 2021. I rincari pesano con 18 miliardi di maggiori costi per l’elettricità e con 5,9 miliardi per il gas”. Ed “alla batosta del caro-bollette si aggiunge il peso della pressione fiscale: il prossimo anno cittadini e imprenditori italiani pagheranno 42,2 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona, pari a 711 euro pro capite”. Sulla competitività pesa anche un cuneo fiscale “al 46,5%, 11,9 punti in più rispetto alla media dei Paesi avanzati”.
Sul fronte del lavoro, Confartigianato chiede di smetterla con gli approcci ideologici, rimettendolo al centro dell’azione politica, puntando sull’apprendistato “che deve diventare il principale canale di accesso dei giovani nel mondo del lavoro, perché non è un contratto come gli altri, ma consente al giovane di crescere e formarsi in contesti nei quali la trasmissione del sapere non avviene in maniera statica”. “Crediamo nell’alternanza scuola lavoro – ha proseguito Granelli -; nell’istruzione professionalizzante – sulla quale occorre un approccio nuovo che la renda non discriminatoria -; in politiche attive moderne ed efficaci che partano dai reali fabbisogni delle imprese”.
Il Presidente Granelli chiede al Governo di trovare una soluzione a quelle imprese che hanno concesso lo sconto in fattura sui bonus edilizi. “A nostro parere – ha proseguito Granelli -, occorre: rendere più flessibile l’impiego dei crediti; aumentare la capacità fiscale delle banche, concedendola possibilità di utilizzare compensazioni; valutare la possibilità di prevedere un ‘compratore di ultima istanza’, a controllo pubblico. Ne va della sopravvivenza di molte imprese. Il tema dei bonus in edilizia è per noi centrale perché garantisce uno sviluppo duraturo del Paese, perciò condividiamo la necessità che si apra un confronto costruttivo sul futuro della misura. E come diceva mio nonno, saggio artigiano, ‘Quando girano le gru, gira il Paese’”.