Grano duro, Cia Puglia: “Così salta la filiera”

“I produttori di grano non ce la fanno più. Le risposte alla crisi devono arrivare ora, subito”. E’ la richiesta di CIA Agricoltori Italiani di Puglia alla Regione Puglia e all’assessore Donato Pentassuglia. L’associazione di categoria chiede di riunire attorno a un tavolo tutte le componenti della filiera cerealicola: produttori, stoccatori, mugnai e pastai.

“Nelle Borse Merci pugliesi, – scrivono in una nota – il valore riconosciuto alla parte produttiva per il nostro grano duro si attesta ancora intorno ai 480 euro alla tonnellata. Una miseria se rapportata da un lato ai costi di produzione e dall’altro al crollo delle rese”.

Cia spiega che a Foggia, nella Bat e nel Barese la media dei raccolti è sprofondata, attestandosi attorno a una forbice di 20-25 quintali per ettaro. Questo significa che, dovendo sopportare costi di coltura e raccolta pari a oltre 1.200 euro per ettaro, i produttori, costretti a vendere il loro grano, non riescono nemmeno a recuperare le spese.

“La speculazione sulla guerra in Ucraina è soltanto un pretesto. – afferma Cia Puglia – La verità è che la corsa al ribasso sembra pilotata e determinata da fattori meramente speculativi, con un cinismo che rende sgomenti. Sul campo, però, restano le macerie”. “Serve riconoscere ufficialmente, – continua la nota – anche nei meccanismi delle Borse Merci, un valore specifico e la relativa premialità per gli elementi che compongono l’identità 100% italiana dal grano duro alla semola di grano duro”.

Negli ultimi anni, complessivamente la Puglia ha prodotto mediamente 9,5 milioni di quintali di grano duro, vale a dire il 30% della produzione nazionale, impiegando una superficie pari a 344.300 ettari. Il calo della produzione è diretta conseguenza del prolungato periodo di siccità riscontrato nei mesi invernali. Il problema si riscontra in tutte le aree della Puglia, dal Foggiano alla Bat e all’area metropolitana di Bari, stessa cosa per il Tarantino.