Caro prezzi, grano e pane ‘lievitati’ anche 12 volte. Coldiretti denuncia speculazioni

“Tra i prodotti che hanno subito maggiori incrementi di prezzo nel carrello della spesa ci sono proprio alimenti la cui disponibilità dipende direttamente o indirettamente dalle importazioni dall’estero ed in particolare dall’Ucraina, come il pane e la pasta”. E’ la denuncia di Coldiretti Puglia che, in occasione dell’arrivo al porto di Bari della nave di grano tenero da Odessa, ha sottolineato gli aumenti del prezzo di grano e del pane 12 volte più alti.

“La guerra in Ucraina ha di fatto moltiplicato manovre speculative e pratiche sleali sui prodotti alimentari – continua Coldiretti – che impoveriscono le tasche dei cittadini e danneggiano gli agricoltori, strozzati dai rincari record di energia, mangimi e fertilizzanti e prezzi del grano in caduta libera”.

Un chilo di grano tenero viene pagato agli agricoltori, come spiegano da Coldiretti, intorno ai 40 centesimi al chilogrammo e serve per produrre un chilo di pane che viene venduto ai consumatori a prezzi che variano dai 3 ai 5 euro a seconda delle città, con l’incidenza del costo del grano sul prezzo del pane resta dunque marginale pari a circa il 10% in media. L’Italia è dipendente dalle importazioni straniere per il 64% del frumento tenero che serve per pane, biscotti, dolci e del 47% del granturco per l’alimentazione delle stalle.

Dopo quasi sei mesi di interruzione delle forniture da Kiev a causa della guerra, lo sbarco avviene peraltro in un momento particolarmente delicato per la Puglia in cui a causa della siccità, intervallata ad agosto da eventi estremi come grandinate e nubifragi, i campi sono allo stremo e hanno già perso in media il 30% delle produzioni dalla frutta al grano, dal foraggio per alimentare gli animali al latte, fino alle olive, con gli effetti anche sull’annata prossima. Il risultato è che, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, per ogni euro speso dai consumatori in prodotti alimentari freschi e trasformati, appena 15 centesimi vanno in media agli agricoltori ma se si considerano i soli prodotti trasformati la remunerazione nelle campagne scende addirittura ad appena 6 centesimi. Il pane è uno degli esempi più significativi.