Ex Ilva, Genitori Tarantini e Usb: fondi dl Aiuti bis potevano essere destinati altrove

All’indomani della pubblicazione della bozza del decreto Aiuti bis, che prevede un’autorizzazione per Invitalia a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti fino a un miliardo di euro per far fronte alla crisi di liquidità dell’ex Ilva, arrivano le reazioni da parte dei sindacati e delle associazioni cittadine.
Nel frattempo, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha annullato l’incontro previsto per la giornata di oggi a Taranto in cui si sarebbe discusso sul futuro dell’acciaieria. Il motivo è legato al rifiuto di una sigla sindacale di partecipare al tavolo.

Nel frattempo, la sezione tarantina del sindacato Usb si è espressa sul dl Aiuti bis. “Un miliardo di euro, risorse pubbliche, – ha detto Francesco Rizzo, coordinatore provinciale – si aggiunge alle già consistenti somme investite nello stabilimento per sostenere il privato alle prese con problemi di liquidità. Intanto neanche un euro viene stanziato per i lavoratori diretti, dell’appalto e per i cassintegrati ex Ilva in Amministrazione Straordinaria”.
Il sindacalista ha rivolto “un invito a Regione e Comune affinché si apra un tavolo di confronto, come ha mostrato di voler fare il presidente Emiliano, ma che permetta di affrontare, oltre al tema della decarbonizzazione, proprio le questioni di diretto interesse dei lavoratori”.

All’Usb fa eco l’associazione cittadina Genitori Tarantini, che in una nota ha espresso disappunto sulla destinazione riservata ai fondi stanziati dal Governo, “Una produzione fallimentare – si legge – che ancora ci si ostina a definire strategica per la nazione”.